Pro-post@ Lavoro

10 mar, 2010

Siate sinceri!

Scritto da: Miriam Vetrano In: Rubrica "Conosciamoci"

Quanti di voi hanno letto tutte le istruzioni dell’esercizio della scorsa settimana, prima di cominciare?
Avere una limitazione al tempo e l’esigenza di fare bene e subito possono spesso indurre a commettere errori grossolani.
L’ultima istruzione, infatti, indica chiaramente che l’unica cosa da fare è completare soltanto l’istruzione n. 2.
La prima regola per chi cerca di entrare nel mondo del lavoro è di non farsi sopraffare dall’ansia e non scoraggiarsi. Un atteggiamento scoraggiato o ansioso produce, infatti, un’immagine negativa di sé, rendendo più difficoltoso trovare lavoro.
E’ importante partire con ottimismo e accuratezza, perché prima di potere rispondere bene a un selezionatore, devi essere certo di sapere rispondere bene a te stesso.
La ricerca di un lavoro non si può improvvisare, va impostata in modo consapevole, sistematico e strategico.
Le tre domande fondamentali che devi porti sono “da dove parto?”, “perché parto?”, “dove voglio arrivare?” .
E’ importante valutare le proprie competenze e le proprie potenzialità, ovvero devi avere ben chiara qual è la tua identità professionale, individuare con chiarezza i tuoi punti di forza e di debolezza, le tue aspirazioni e determinare in modo realistico i tuoi obiettivi.
Un aiuto importante a questo proposito può essere la stesura di un bilancio di competenze. E’ un servizio di consulenza psicologica offerta da psicologi del lavoro, anche negli sportelli di orientamento. Lo scopo è di ordinare in una scala di priorità e aspettative, gli ambiti in cui eccelli e quelli che puoi potenziare.
Perché iniziare mandando CV a pioggia può portare nel giro di poco tempo a una situazione più frustrante di quella precedente.
Nei prossimi articoli analizzeremo anche gli altri punti; “perché parto?”, ovvero quali sono le mie motivazioni? E  “dove voglio arrivare?” E sarà proposto un esempio di come si può organizzare un bilancio di competenze.

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09 mar, 2010

Il lungo equivoco della gavetta

Scritto da: Alessia Gervasi In: Crisi e cambiamento

“Fare la gavetta”, “vengo dalla gavetta”, intorno a questa parola “gavetta” sembra aleggiare un non so che di lecito, plausibile, quasi fosse una tappa obbligata del percorso lavorativo. Nell’immaginario collettivo, la gavetta rappresenta il tempo necessario e indispensabile per arrivare a ricoprire una posizione sociale di prestigio.

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Già in passato, vi abbiamo mostrato la modalità con cui è possibile sfruttare Google per potersi fare pubblicità da sè, senza svenarsi.

Oggi vi presentiamo un altro sistema estremamente efficace di strumento pubblicitario, i social network ed in particolare il più famoso di tutti: Facebook.

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La politica è il terreno su cui cammina ogni democrazia. I cittadini scelgono altri cittadini per amministrare la cosa pubblica e per prendere decisioni in nome della collettività. Questa è la teoria. La pratica, almeno qui da noi, deve ancora arrivare. Ai politici noi tutti abbiamo l’obbligo di porre domande; sulle risposte è necessario riflettere per scegliere e confrontare. La crisi economica che continua a colpire i comuni cittadini lascia completamente nuda e visibile l’incapacità dei nostri amministratori di trovare soluzioni politiche al problema, o quantomeno di proporre qualche possibilità. I precari ed i giovani diventano ancora una volta merce preziosa per la prossima tornata elettorale.

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04 mar, 2010

Contratto a termine e distress

Scritto da: Elisabetta Vellone In: Benessere e lavoro

Allo stato attuale delle conoscenze in ambito psicologico siamo autorizzati a sostenere che il  nostro cervello è programmato ad evitare la sofferenza, tutto ciò che comporta dolore istintivamente viene preso in carico dall’intelligenza emotiva allo scopo di sollevare la psiche dall’onere di sentimenti penosi anche se, nella realtà, i provvedimenti psicologici attuati dalla psiche spesso risultano più gravosi del nucleo evitato.

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