18
2012
Iniziative precarie
Sono anni, ormai, che sentiamo parlare del problema precariato e, allo stesso modo, sono anni che il politico di turno (tecnico e non) propone la sua soluzione, più o meno campata per aria. Giustissimo cercare di risolvere la questione del lavoro precario, il problema è che, il più delle volte, questa soluzione ci viene proposta da gente che non ha la più pallida idea del fenomeno. La nostra classe dirigente, ormai da tempo, ha perso [...]
11
2012
Una piccola mano dai sindacati
Solitamente ci ricordiamo dei sindacati solo quando c'è uno sciopero o riceviamo notizia di qualche vertenza. Eppure, in tempi così difficili, anche queste organizzazioni cercano di darsi da fare, non solo nel proteggere i lavoratori, ma anche nell'aiutare chi il lavoro non lo ha più. Per il momento, abbiamo notizia di iniziative nella sola città di Milano, ma speriamo che trovino rapida diffusione anche nel resto d'Italia.
4
2012
La lezione spagnola
E' d'obbligo, soprattutto per un politico, nelle cui mani stanno i destini di milioni di cittadini, soppesare bene le conseguenze delle sue scelte. In tema di lavoro, il Governo non può non tenere conto della drammatica situazione in cui versa il Paese: secondo le stime dell'Istat, a marzo, si è registrato un incremento della disoccupazione, salita al 9,8%, con quella giovanile (gli under 25) che vola al 35,9%. Eppure il ministro Fornero, madre della contestatissima [...]
27
2012
L’innovazione è l’unica via
Nei precedenti articoli, abbiamo provato a mettere in evidenza quei problemi del sistema economico italiano che ne ostacolano la crescita: tasse, burocrazia, illegalità, infrastrutture carenti. Aggiungiamo, infine, un debito pubblico che, ogni giorno che passa, si fa sempre più pesante e che ci priva dei fondi necessari da investire nella crescita.
20
2012
Le condizioni necessarie
Se il Governo Monti vuol davvero evitare che l'Italia segua a ruota la Grecia, allora deve occuparsi dei VERI PROBLEMI dell'economia italiana (altro che articolo 18): tassazione, burocrazia, sprechi, illegalità, mancanza di infrastrutture. Vogliamo parlare di riforma del mercato del lavoro? Cominciamo, allora, a mettere in chiaro che le condizioni necessarie per la crescita e lo sviluppo del lavoro passano dalla soluzione dei problemi prima accennati, senza la quale la riforma della Fornero non serve [...]
13
2012
Riforma o non riforma?
La riforma è equa". "No, è totalmente sbilanciata". "Bisogna reinserire il reintegro". "No, bisogna flessibilizzare". "L'articolo 18 è una conquista fondamentale della società civile". "No, è un relitto di un passato morto e sepolto". Sono talmente tante e talmente discordi le voci sulla riforma del lavoro, voluta dal Governo Monti, che ormai non si capisce più nulla. E' equa o no? Garantisce più tutele o più precarietà? E' finalmente pronta o ci saranno revisioni dell'ultima [...]
28
2012
Le falle della riforma
Qualche giorno fa, il Presidente Napolitano cercava di rassicurare tutti: "non ci saranno licenziamenti di massa", ha affermato. Su questo punto ha ragione: non è questo il vero obiettivo della riforma messa su dal Governo Monti, ma più semplicemente, abbassare il costo del lavoro. Non serviranno licenziamenti a catena, perché, come dice il proverbio, basta “colpirne uno per educarne cento".
22
2012
Una riforma pericolosa
Il fatidico ultimatum è scaduto: il 20 marzo, come prevedibile, non è stato trovato l'accordo tra Governo e parti sociali sulla riforma del lavoro. Ora la palla passa al Parlamento. Motivo della rottura: la revisione (leggi soppressione) dell’articolo 18. Perché è così importante eliminarlo? Alcuni obiettano che l’articolo 18 è un’anomalia tutta italiana e che occorre abolirlo per metterci al passo con gli altri Paesi dell'UE ("ce lo chiede l'Europa" è il mantra che vanno [...]
16
2012
Che “paccata”.
Perfino la Presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ha riso delle dichiarazioni del Ministro del Lavoro, Elsa Fornero, che minacciava di non concedere nessuna paccata di miliardi se non si trova l'accordo con i sindacati sulla riforma dell'articolo 18. Un atteggiamento che ricorda quello dell'a.d. di Fiat, Sergio Marchionne, il quale, se ricordate, diceva che la casa torinese non avrebbe investito un centesimo in Italia, se non si fosse firmato il contratto separato. Come è andata [...]


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