22 mag, 2011
COWORKING: Come sta cambiando l’organizzazione del lavoro
Scritto da: Alessia Gervasi In: Benessere e lavoro
Parallelamente al fallimento provocato dalla crisi del mondo del lavoro c’è chi si muove e si evolve all’interno di esso cercando soluzioni alternative. Un fenomeno recente e ancora scarsamente presente in Italia, il coworking, rappresenta la nuova frontiera dell’organizzazione del lavoro a metà tra la libera professione e il lavoro dipendente. E’ il prodotto del modello a rete tipico della società dell’informazione in cui si crea uno spazio di condivisione, si creano contatti e relazioni, mentre singolarmente si continua a svolgere la propria professione. Il coworking unisce in un medesimo luogo fisico professionisti differenti. Si tratta di un ufficio condiviso in cui ogni lavoratore ha la propria postazione e tutto ciò di cui ha bisogno per poter svolgere il suo lavoro. Rispetto ai tradizionali studi associati, nel coworking convivono professionalità molto eterogenee in cui si gode di grande flessibilità, si può sostare nel coworking anche solo per un’ora.
La prima esperienza di cui si ha notizia è la “hat factory” di San Francisco una ex fabbrica di cappelli ora adibita a ufficio condiviso. Fondata da un programmatore informatico, che voleva incrociare in un’unica soluzione i vantaggi della libera professione con quelli del lavoro d’ufficio, egli ha affittato quattro grandi stanze della vecchia fabbrica condividendo lo spazio con altri liberi professionisti. L’esempio pian piano si è esteso negli Stati Uniti, poi nel resto del mondo.
I vantaggi del coworking non sono solo quelli economici dovuti alla condivisione del canone d’affitto e delle spese d’utenza, ma sono soprattutto relazionali grazie alla possibilità di entrare in contatto con professionalità di vario tipo all’interno di un ambiente stimolante e diversificato. Solitamente vengono offerti: una sedia, una scrivania, connessione a internet, materiali d’ufficio, la possibilità di usufruire di sale riunioni e di chiacchierare e fare una pausa all’interno di una zona relax. I prezzi sono variabili e dipendono dal servizio offerto. Ad esempio una postazione in coworking a Milano costa circa 250 euro al mese. In molti casi viene offerta la possibilità di fare una prova gratuita di un giorno. All’interno del coworking vigono regole senza le quali la convivenza professionale sarebbe impossibile. E’ necessario buonsenso, spirito collaborativo, rispetto e soprattutto bisogna saper uscire dall’individualismo tipico della libera professione per riconoscersi come parte di un gruppo.
In Italia i primi esperimenti di coworking si sono avuti a Milano, Roma e Bologna. I siti a cui far riferimento sono www.coworkingproject.com, all’interno del quale sono presenti indicazioni per avviare un “cowo” e www.lapillola.net/ in cui il coworking si lega al tema della sostenibilità.
Alessia Gervasi










