4 Responses

  1. elisabetta vellone
    elisabetta vellone at |

    questo interessante articolo proposto da Simone chiama in causa il dramma della involuzione sociale. La fascia che rappresenta la nuova forza lavoro si contrae sempre più perdendo orgoglio personale, capacità di autonomia, identità sociale; il mondo è percepito come un luogo faticoso e pericoloso meglio ubriacarsi nella rete e usciro allo scoperto solo se accompagnati. stiamo toccando il fondo sotto ogni punto di vista, ma continuiamo a far buon viso a cattivo gioco. c’è da chiedersi :perchè?

  2. Elisa
    Elisa at |

    Bell’articolo però purtroppo credo che un intero libro non basterebbe a sviscerare il problema della disoccupazione del precariato e soprattutto della sfiducia nel lavoro. La mia esperienza credo sia similare a quella di tanti giovani 4 anni e 5 lavori diversi promesse non mantenute stipendi non pagati, capisco che durante un colloquio non sia il massimo chiedere il netto dello stipendio o la fascia oraria ma in 4 anni avrò sostenuto più di 20 colloqui e vi assicuro che non di rado sono uscita con la voglia di andare da un parlamentare chiedendo se un contratto di un mese sia regolare, se un azienda che ti dice che l’orario di lavoro é dalle 9 alle 18 dal lunedì al venerdì e una volta assunta ti costringe a lavorare fino le 20-21 di sera e anche il sabato sia regolare, non percepire uno stipendio per 4 mesi sia corretto… Purtroppo credo che anche i genitori di questa generazione che si trova con titoli di studio e lavori precari siano preoccupati si domandano se i loro figli potranno mai un giorno vivere dignitosamente con un entrata fissa e con delle tutele. Come ho detto all’inizio però il discorso é troppo articolato e anche se mi sono sempre presentata da sola a sostenere i colloqui da un lato posso capire qiesti genitori e le loro paure.

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