2 Responses

  1. marco
    marco at |

    Grazie per la sollecitazione che lancia questo articolo.
    Purtroppo la situazione descritta è assolutamente reale, ma non pensiamo che riguardi solo provider privati… quanti lavoratori investono tempo e fatica strappati ai turni di lavoro, per master che poi non sono valorizzati sul posto di lavoro? gli attori in difetto sono 2: i contesti lavorativi non valorizzanti e istituzioni (private ma anche università) che propongono master di cui non si capisce la spendibilità.
    Chiaramente escludiamo il valore che questi percorsi possono avere per la crescita professionale del singolo, questo ognuno lo sa in cuor suo.
    Oppure pensiamo ai dottorandi… tanti quando finiranno il dottorato saranno già vecchi per il mercato del lavoro e, in più, sovra-qualificati… in pratica saranno disoccupati… l’unica via percorribile per molti di loro sarà sperare in assegni di ricerca di anno in anno, oppure espatriare per una borsa post-doc… per molti sarà l’unica via per avere di che vivere, per tutti sarà l’unico modo di mettere a frutto le competenze maturate in dottorato.
    Mando a mia volta questo link… rende molto l’idea di cosa accade a formarsi troppo (in Italia poi non ne parliamo…) figuriamoci a formarsi in modo “improvvisato”.

    http://www.ilpost.it/2011/02/28/sulla-ricerca-scientifica/ (merita anche leggere l’originale in inglese)

    Buon lavoro a tutti!

  2. Formazione gratuita per imprenditrici, Focus a Latina

    […] rallegrare chi crede, come noi, nelle potenzialità dell’imprenditoria femminile e dei corsi formativi gratuiti, quelli in cui, in parole semplici, è chi fa formazione, e non chi la riceve, a finanziare il […]

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