Lo «j’accuse» di Michele, ucciso dalla società del precariato

Cosa significa avere 30 anni? Tanti i libri, i film e le canzoni che si sono posti questo domanda.

Cosa significa arrivare ad una età anagrafica in cui siamo costretti a tirare un primo bilancio di ciò che siamo riusciti a realizzare? Per alcuni un matrimonio, un mutuo, un’auto da comprare a rate. Per altri il segnale chiaro che qualcosa è andato storto, che non ce la si è fatta. Che si è conclamato un insuccesso.

La differenza tra loro è tra chi un lavoro l’ha trovato e chi no. Se non hai un lavoro, la società ti esclude. Se poi rientri tra quella categoria di persone che vengono denominate Neet* allora è ancora peggio, perché vuol dire che un lavoro non l’hai mai trovato.

L’Italia si sa è un Paese ricco di contraddizioni. E se da una parte si incoraggiano i giovani a mettere su famiglia, dall’altra si fa sempre meno per loro, slogan a parte.

Sistema scolastico, sistema universitario, mercato del lavoro, politiche attive. Sono tutti strumenti che dovrebbero aiutare i ragazzi, ma che, nella sostanza, causano loro prevalentemente delusione e frustrazione.

Ed è in questo contesto che nasce la storia di Michele, 30 anni ed una vita interrotta perché il lavoro non l’ha trovato.

La sua vicenda, come quella di tanti altri ragazzi italiani, non è il suo insuccesso. È l’insuccesso di un sistema Paese che sta lasciando morire un’intera generazione di giovani. Perché si può morire in tanti modi. Questo è solo uno. Si può morire decidendo di rinunciare alla vita, chiudendosi in casa e lasciando scorrere le giornate, perché tanto “lavoro non ce n’è, e figurati se scelgono me che sono fermo da mesi”. Si può morire accettando lavori che a stento possono fregiarsi di questo titolo, a malapena pagati e spesso degradanti.

E questo è il motivo per cui la storia di questo ragazzo non è solo la triste vicenda personale di una famiglia. Ma è la triste vicenda di una Paese che sta portando alla scomparsa di un’intera generazione.

 

Carlotta  

 

*Sigla che sta per Not in Education, Employment or Training

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