Zero idee

Tre ministri (Istruzione, Lavoro e Gioventù)  sostengono di voler combattere la disoccupazione giovanile con un progetto, pomposamente chiamato Piano di azione per l’occupabilita’ dei giovani.

Bene, benissimo, ma l’entusiasmo si smorza subito: gli investimenti sono pari a 1 miliardo di euro, non si prendono  iniziative contro il precariato, anzi inasprito dal collegato lavoro (a proposito: alzi la mano chi sapeva che il 23 gennaio scadevano i termini per i ricorsi contro i licenziamenti dei precari.

Complimenti  ai ministri per l’ottima campagna informativa!); si attaccano i giovani d’oggi definendoli “inadatti all’umiltà” (grazie per la considerazione, peccato che l’Istat dimostri che il 47% dei giovani lavoratori si accontentano umilmente di mestieri al di sotto del loro titolo di studio); si definiscono inutili alcuni corsi di laurea (creati dalla riforma Moratti, II Governo Berlusconi), tanto che una laureata ora chiede il risarcimento; si dichiara che bisogna scardinare i privilegi acquisiti nel ’68 (non saranno mica cose come il diritto allo sciopero, ad essere tutelati da un ingiusto licenziamento, ad avere un luogo di lavoro sicuro e a norma, a non essere discriminati sul posto di lavoro?) e di voler portare i giovani italiani a riscoprire la manualità, a discapito della cultura umanistica (abbasso storia, archeologia e italiano: scelta molto intelligente in un Paese come il nostro, che vanta un patrimonio storico, artistico e culturale unico al mondo).

Perno di questo mirabile progetto è la realizzazione di 58 nuovi istituti tecnologici (da cui usciranno studenti pronti per un apprendistato, cioè un contratto precario), ahimè poco realizzabili: 1 miliardo di euro è una miseria, se pensiamo che i tagli della riforma Gelmini ammontano ad oltre 7 miliardi; non si capisce, quindi, il senso della creazione di nuove scuole, quando non ci sono nemmeno i soldi per far funzionare le vecchie.

Non si possono creare le migliori condizioni possibili di lavoro, non solo per i giovani ma per tutte le fasce d’età, quando i veri problemi non vengono presi in considerazione (carenza delle infrastrutture, burocrazia asfissiante, pressione fiscale alle stelle, corruzione ed evasione fiscale fuori controllo). In definitiva, mancano mezzi ed idee.

Come procedono le cose in Italia? Male, per ora.

Print Friendly

2 Responses

  1. fabio
    fabio at |

    la nostra idea è quella di prendere una persona e farla unica non quella di un’idea e farla grande per occupare le riviste di ricerca per il lavoro.a questo punto ci chiedono di fare il pubblico con delle quantità di denare da spendere che noi nn possiamo permetterci il lusso,la mia contrarietà al pubblico è la richiesta di una cosa che nn serve dunque mi sono chiesto di ascoltare la mia volontà di dire questo lo so fare e la risposta? NON BASTA. mi sono trovato un lavoro,NON BASTA, ho studiato per avere un lavoro diverso :NON BASTA.io fabio 26 anni credevo che non bastava la mia candidatura a essere partecipe a un pubblico adulto e ciò mi secca essere al secondo stadio dipeso ai mie famigliari.vivo con una situazione di richiesta di costo nella società ma a me non basta.io voglio esserci per questa società.graz

  2. Qual è il piano? :: Pro-post@ Lavoro

    […] la cultura occidentale, paradossalmente vi è anche la scuola più massacrata del globo. Le proposte finora avanzate dal Governo sono (per fortuna) finite nel nulla, mentre l’unico obiettivo […]

Lascia un commento