139 Responses

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  1. daniele
    daniele at |

    Ciao Simone,

    sono un giornalista pubblicista iscritto all’albo, ho un co.co.co. con una cooperativa di servizi la quale gestisce la testata giornalistica di un quotidiano locale, ho un co.co.co. da settembre 2015 prorogato fino a dicembre 2016, ma possono sempre prorogarmelo o ci sono dei limiti? oppure mi possono fare allo stesso modo un nuovo contratto per il 2017 con lo stesso compenso e riferito sempre allo stesso lavoro? ci sono limiti?
    Percepisco un compenso lordo di 500,00 € al mese e mi gestisco in autonomia scrivendo vari articoli mensili per il quotidiano, e l’azienda mi ha iscritto e versa i contributi alla gestione separata inpgi.
    Quindi gentilmente vorrei sapere se questo è un co.co.co. genuino, o essendo stato abrogato il co.co.co. non possono farmi un contratto simile.

    Grazie

  2. Barbara
    Barbara at |

    Buongiorno
    Mia figlia ha un contratto co.co.co con una palestra dove svolge circa 5/6 ore al giorno dal lunedì al venerdì. Resterà con questo contratto alcuni mesi e poi dovrebbe passare ad un contratto part time a tempo determinato.
    Il titolare della palestra ha detto che al momento della retribuzione le sarà rilasciata una ricevuta.
    Nel frattempo non mi é chiaro se mia figlia deve iscriversi o comunicare in qualche modo all’inps l’inizio di questo contratto e c’è da versare una ritenuta ?
    Ringrazio anticipatamente
    Barbara

  3. Alessandro
    Alessandro at |

    Buongiorno lavoro per un’azienda che vende surgelati a domicilio contratto con ritenuta d’acconto (co.co.co ?) . Il commercialista mi dice che non posso presentare 730 e unico perdendo cosi gli interessi del mutuo , le risulta possibile? Inoltre l’azienda gestisce i miei orari e il mio metodo lavorativo per esempio “impone” che si lavori anche nei giorni di festa. E’ legale? Grazie cordiali saluti

  4. Matteo Gagna
    Matteo Gagna at |

    Buon giorno dott. Caroli,
    mi e’ stato proposto un co.co.co della durata di 2 mesi con retribuzione lorda complessiva di 2500 euro..
    Quanto crede che potrei percepire circa come reddito netto??
    250 euro circa di Contributi Previdenziali + 575 euro di Irpef..mi verranno sottratti complessivamente dall’importo lordo??
    Grazie e cordialita’,
    dott. Matteo Gagna

  5. Gabriella
    Gabriella at |

    Buongiorno Sig.Caroli,
    Nel 2016(da aprile a settembre)ho lavorato con un contratto di Co.co.co nell’ambito delle telecomunicazioni(Call-Center in outband per agenzia autorizzata da Fastweb Spa).L’orario di lavoro presso l’ufficio del committente era da lunedì a venerdì dalle ore 15.00 alle ore 20.00 e sabato,dalle ore 10.00 alle ore 14.00.Verificando agli enti previdenziali il versamento dei contributi,risulta illecito penale.
    Con 6 giorni di lavoro a settimana e 5 ore al giorno(retribuzione oraria di euro 3.40),una situazione del genere in sede legale è da ricondursi nell’alveo del rapporto di lavoro subordinato?Ex Art.2094 C.c ,essendo presenti la subordinazione gerarchica e tutta una serie di indici che la giurisprudenza costante ritiene sintomatici dell’esistenza di un rapporto di lavoro dipendente quali: l’orario di lavoro fisso, l’assenza di rischio, l’assenza di mezzi propri di produzione, la continuatività e la personalità della prestazione. Diversamente come adrebbe curato un rapporto di lavoro del genere?
    Grazie e cordialità

  6. carmine
    carmine at |

    Buongiorno Dott. Caroli,
    mi è stato proposto un co.co.co. della durata di 24 mesi con retribuzione lorda di 30000 euro annui.

    Potrebbe farmi una stima approssimativa del netto annuo o mensile?

    La ringrazio

  7. Giovanni
    Giovanni at |

    Buongiorno Simone, le sottopongo in breve il mio caso.
    Attualmente lavoro come dipendente interinale (ufficio commerciale) con un contratto a tempo determinato. Dovrei interrompere la mia attività come dipendente per evitare un ulteriore accumulo di contributi FPLD ma vorrei continuare a lavorare fino alla pensione che dovrei ottenere tra circa un anno e mezzo. L’idea è quella di fare un contratto co.co.co direttamente con la società per cui lavoro e non più per il tramite della società di lavoro interinale. La mia attività è essenzialmente di tipo commerciale estero e quindi da poter svolgere con una certa autonomia organizzativa propria sempre però usufruendo dei mezzi messi a disposizione dal committente quali: computer,cellulare, auto, sede di lavoro.
    Crede questa attività possa essere compatibile con un co.co.co o ci possono essere dei limiti? Pensando di raggiungere uno stipendio netto mensile tra i 1.800 ed i 2.000 Euro mensili, quale potrebbe essere il lordo mensile od annuo corrispondente?
    Ringrazio anticipatamente per la risposta.

  8. marco
    marco at |

    Buonasera
    volevo chiederle una conferma a seguito degli ultimi aggiornamenti della norma del giugno 2017 che hanno abolito i vecchi voucher e sono state riconfermate le prestazioni occasionali ……
    Su “alcuni articoli” si legge che il prestatore d’opera deve avere una p.iva e a seconda del fatturato versare le quote inps (nel caso in cui non voglia seguire la procedura telematica tramite inps etc).
    Altrove leggo di informazioni che indicano che se si rientra nella soglia dei 5000 euro all’anno e l’attività non assume carattere di periodicità ed abitualità, oltre a non essere obbligato all’ apertura della posizione contributiva INPS (e seguire l’iter telematico con relativi versamenti inps) si può evitare di richiedere anche la p.iva.
    Potrebbe confermarlo? cioè percepire entro il limite per singolo committente 2000 euro di compenso massimo e rilasciando solo la ricevuta soggetta alla R.A. al 20%?
    Se cosi fosse le sarei grato se potesse citare eventuale normativa di riferimento- Purtroppo non è facile raccogliere tutte le informazioni “definitive”
    grazie

  9. LUCIA
    LUCIA at |

    BUONGIORNO LAVORO IN UNA SOCIETà DI RECUPERO CREDITI HO UN CONTRATTO CO.CO.CO. VOLEVO SAPERE SE HO DIRITTO O MENO A UN COMPENSO MENSILE E IN CHE MISURA?
    GRAZIE

  10. Tina Quaranta
    Tina Quaranta at |

    Buonasera,
    A mia figlia neolaureata , le è stata proposto un contratto co.co.co. per una collaborazione in un laboratorio di ricerca presso il S. Raffaele di Milano. Le è stato detto che l importo lordo mensile sarà di 1400 euro , mi saprebbe dire all’ incirca l importo al netto?
    Grazie

  11. kristina
    kristina at |

    Buonasera Dott. Caroli,

    ho solo una semplice domanda da porle: la retribuzione di un contratto co.co.co può essere solo ed esclusivamente di tipo provvigionale (in base alle vendite realizzate dal lavoratore)? o deve esserci comunque una parte di stipendio “fisso” concordata con l’azienda?
    La ringrazio in anticipo per il suo riscontro.
    Buona serata

    KP

  12. kristina
    kristina at |

    grazie mille!

  13. dukanza
    dukanza at |

    Buongiorno dott. Caroli,
    Ho due semplici domande…
    1. Il Co co co prevede l’apertura della partita iva?
    2. Avendo un importo lordo di 29.952 euro annui (per 12 mesi)
    Mi saprebbe dire in modo approssimativo​ la cifre che riceverei netto* al mese? Grazie per il suo aiuto

  14. Fabrizio
    Fabrizio at |

    Buongiorno Dott. Caroli
    un’azienda mi propone un contratto Co.Co.Co. con un fisso mensile, rimborso piè di lista e provvigioni legate al fatturato generato. Vorrei sapere se le provvigioni siano compatibili con il contratto oppure occorra aprire una P.IVA per la gestione delle stesse o se sia fiscalmente più conveniente. Sto infatti anche valutando la collaborazione si base P.IVA in quanto essendo titolare di Naspi potrei chiederne l’anticipazione in unica soluzione, ma non sono certo della convenienza dal punto di vista fiscale, previdenziale e della gestione dei costi.
    Grazie anticipatamente del sui aiuto.

  15. Fabrizio
    Fabrizio at |

    Buongiorno e grazie della pronta risposta!
    Sto in effetti cercando di capire quale possa essere un break even per andare in una direzione oppure nell’altra. Quali sono le discriminanti a cui devo pensare per poter fare una scelta corretta? Esiste un fatturato minimo o altre valutazioni?
    Grazie ancora del supporto!

  16. Alessandro
    Alessandro at |

    Buongiorno Dott. Caroli,
    sono un ingegnere libero professionista e attualmente rivesto il ruolo di docente potenziatore in un progetto organizzato della scuola statale e finanziato dalla Regione Sardegna (sono stato convocato attraverso le graduatorie di III fascia alle quali sono regolarmente iscritto). La tipologia di contratto è co.co.co. e alla luce di ciò mi chiedevo se ci sia la possibilità emettere una fattura elettronica alla scuola, in quanto P.A., e quindi versare i contributi direttamente alla cassa professionale degli ingegneri (INARCASSA) piuttosto di passare attraverso la gestione separata INPS.
    La circolare INPS n. 72 del 10.04.2015 dice:

    “…la Corte di Cassazione, al fine di stabilire se il reddito prodotto da un’attività professionale sia soggetto alla contribuzione dovuta alla Cassa professionale autonoma, ha puntualizzato che il concetto di “esercizio della professione” deve essere interpretato non in senso statico e rigoroso, ma nella piena considerazione della continua evoluzione delle specifiche competenze e delle cognizioni tecniche libero-professionali. Secondo la Suprema Corte, infatti, nel concetto di esercizio della professione deve essere compreso non solo l’espletamento di prestazioni tipicamente professionali, ma anche “l’esercizio di attività che, pur non professionalmente tipiche, presentino, tuttavia un “nesso” con l’attività professionale strettamente intesa, in quanto richiedono le stesse competenze tecniche di cui il professionista ordinariamente si avvale nell’esercizio dell’attività professionale e nel cui svolgimento, quindi, mette a frutto (anche) la specifica cultura che gli deriva dalla formazione tipo, logicamente propria della sua professione”. Pertanto, secondo l’orientamento più recente della Corte di Cassazione, la oggettiva riconducibilità alla professione dell’attività in concreto svolta dal professionista, anche se non espressamente riservata, determina l’inclusione dei compensi derivanti da tale attività tra i
    redditi che concorrono a formare la base imponibile previdenziale, sulla quale calcolare il contributo soggettivo obbligatorio e quello integrativo dovuto all’Ente previdenziale di categoria…”

    Questa parte della circolare mi porta a pensare che nel mio ruolo di docente di matematica io mi avvalga delle mie competenze tecnico-scientifiche, nonché professionali, potendo così far rientrare tale attività nell’esercizio della professione di ingegnere. Dello stesso parere è il mio commercialista di riferimento.
    Potrei gentilmente avere un suo parere a riguardo?
    La ringrazio in ogni caso. Cordiali saluti.
    Alessandro

  17. Alessandro
    Alessandro at |

    Gent.mo Dott. Caroli,
    la ringrazio per la sua tempestiva risposta.
    Purtroppo non è dello stesso parere il dirigente scolastico; alla mia proposta di poter emettere fattura ha reagito trattandomi come un condannato al 41bis. A nulla è valso portargli l’esempio di altri istituti provinciali che consentono di emettere fattura. Anzi, ha addirittura definito i dirigenti di questi istituti “presidi creativi”. Che dire, quanta ignoranza.
    Buon 25 aprile anche a lei.
    Cordiali saluti.

  18. Lorredana
    Lorredana at |

    Buongiorno per 200 ore di lavoro co co co nel contratto il corrispettivo e di 2.500 euro da assoggettare alle ritenute , con la gestione separata quanto mi dovranno dare?

  19. Nina Schirmenti
    Nina Schirmenti at |

    Buongiorno, dal 2013 lavoro nell’ambito delle telecomunicazioni, esattamente call center in outband , più precisamente vendo luce e gas, assunta sempre con un contratto di Co.co.co. L’orario di lavoro presso l’ufficio del committente era sempre lo stesso, da lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 16.00 e sabato dalle ore 10.00 alle ore 14.00. Ogni 2 ore di lavoro 15 minuti di pausa, ferie e malattie non retribuite. In alcuni call center mi è stato pagato un compenso di circa 5€ netti all’ora, in quest’ultimo call center mi viene retribuito il compenso solo in percentuale al venduto. In pratica è un lavoro subordinato a tutti gli effetti: rigidi nell’orario, rigidi nei minuti di pausa, controllata in cuffia dai responsabili di sala (venivo ascoltata in cuffia e controllata in continuazione), ripresa se sforavo di qualche minuto la pausa o arrivavo in ufficio con qualche minuto di ritardo. Se sforavo i 700€ mensili di scattavano gli 80€ del decreto Renzi. Assunta sempre con contratti a scadenza di 2/3 mesi.

    In virtù di quanto scritto sopra vorrei sapere cosa potrei fare e se in tutto ciò c’è qualcosa di illecito. Grazie anticipatamente

  20. Alessandro
    Alessandro at |

    Buongiorno Dott. Cairoli,
    Mi è stato proposto da una Cooperativa sociale un Co.co.co. per 9 mesi. Sono un laureato in agraria e non sono ancora iscritto ad un albo. La mia domanda è questa se alcuni obiettivi del contratto riguardano l’ambito agrario è necessario essere iscritti ad un albo. Non sto svolgendo altri lavori.

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