4 Responses

  1. Chiara Cavenago
    Chiara Cavenago at |

    Sintesi accurata e semplice: condivido anche tutti i commenti.
    Credo sia evidente che chi stabilisce le regole del contratto occasionale non abbia mai lavorato in un’azienda vera. Nella mia esperienza più di una volta mi sono trovata nella necessità di contrattualizzare qualcuno per uno o due gg e non poterlo fare, nemmeno con il contratto a chiamata per vincoli di età. E’ assolutamente innegabile che serva qualcosa per normare le collaborazioni occasionali, ma i troppi vincoli non vanno assolutamente bene.

  2. Simone Caroli
    Simone Caroli at |

    Caro Giorgio, hai scoperchiato il vaso di Pandora. Resta sempre il Lavoro Autonomo Occasionale (LAO), il Far West del diritto del lavoro…ma sappiamo che va usato come extrema ratio, incrociando le dita ogni volta.
    Forse bisognerebbe spostare la questione alla fonte autonoma. Accordi interconfederali per svecchiare il lavoro a chiamata, fermo al Regio Decreto del 1923, se proprio non vogliamo liberalizzare i limiti di età.
    Perché, e tu l’hai detto chiaro e tondo, non è ignorando l’esigenza che si risolve il problema. Fare a meno della flessibilità vuol dire regalare valori all’economia sommersa e frustrare la disponibilità degli onesti.

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