7 Responses

  1. Daniele Speciale
    Daniele Speciale at |

    Condivido il pensiero che non bisogna subire discriminazioni di alcun tipo ma, purtroppo, è anche vero che nessuno fa niente per impedire che questo avvenga e in primis lo Stato. Nel momento in cui è proprio lo Stato a creare “agevolazioni” per chi assume under 30, è normale che il datore di lavoro si vede costretto (per risparmiare sulle tasse) ad assumere giovani. Progetto giovani o Job Act… tutto creato per gli under 30 e per chi è in età da tirocinio e/o di stage a scopo assunzione (che solo in pochi casi avviene).
    Ci sono lavori che sono più adatti alle donne ed altri agli uomini ma, quando ormai vediamo che nelle pompe di benzina (almeno a Palermo è così) c’è una notevole presenza di lavoratrici donne per attirare l’automobilista, si capisce che siamo arrivati ad un punto di non ritorno.
    Una volta per fare il semplice operaio di produzione in fabbrica bastava volontà, voglia di imparare e disponibilità. Oggi non è più così..si cerca, anche per questo lavoro, il laureato giovane, con conoscenza di 3 lingue da introdurre in azienda come Apprendista con la speranza di passare a tempo determinato e poi indeterminato.
    E’ vero che, per legge (solo in teoria), il datore di lavoro non può inserire preferenze nell’annuncio.. ma è anche vero che se già sa che dovrà assumere un/una giovane, bella presenza, under 29 con determinate caratteristiche…non ha senso di visionare centinaia di persone fuori requisiti che poi scarterà a prescindere con una scusa o senza proprio dare spiegazioni, illudendo però il candidato.
    La verità è che l’Italia ormai è troppo in crisi e finchè lo Stato non si deciderà ad alleggerire la pressione fiscale su chi dovrebbe offrire lavoro, la situazione non cambierà mai… ma andrà solo a peggiorare.

  2. Raffaele
    Raffaele at |

    In Italia fatta la legge si trova l’inganno: ma se proprio il governo renzi impone un limite di eta’ con la pagliacciata della garanzia giovani. Ma li vedete gli annunci dei centri impiego che specificano tra i 18 e i 30 anni? E tutti gli annunci discriminatori del tipo bella presenza, o solo per donne ecc?

  3. Francesco
    Francesco at |

    Tempo fa risposi a un annuncio inerente alla ricerca di personale addetto alla sicurezza per un grosso evento alla Fiera di Milano. Mi contattarono perché avevano ricevuto il curriculum e successivamente mi fecero domande in merito alla mia fisionomia. Alla mia risposta inerente all’altezza (sono alto 1,76 m con corporatura robusta), l’impiegata mi disse che cercavano personale alto almeno 1,80, io gli dissi che era discriminazione da parte loro e si giustificarono sul fatto che era richiesto dal cliente, quando si trattava unicamente di lavoro di stewarding e non di sicurezza vera e propria.

  4. Onofrio
    Onofrio at |

    Forse per cercare di “limitare il fenomeno” basterebbe che lo Stato come attuazione della legge prevedesse che tutti gli annunci di lavoro fossero obbligatoriamente ed univocamente pubblicati su di una piattaforma web (gestita dallo Stato stesso) in cui i soggetti abilitati (agenzie, head hunter, aziende) avessero la possibilità di pubblicare i loro annunci di selezioni, rispettando i requisiti previsti per legge.

    Ciò a mio parere sarebbe un vantaggio per tutti:

    -) attuazione della legge con possibilità da parte dello Stato di individuare eventuali irregolarità ed attuare un certo controllo e sorveglianza

    -) possibilità di avere annunci che riportino tutti le corrette informazioni necessarie anche ai candidati (luogo di lavoro preciso e non generico, la retribuzione prevista ed altro…..), poiché la piattaforma ben studiata potrebbe rendere obbligatori determinati campi ai fini della pubblicazione dell’annuncio

    -) eliminazione del fenomeno di annunci civetta aventi come fine solo quello di raccogliere curriculum vitae che, a quanto si apprende dai media, diventano oggetto di scambio tra agenzie

    -) eliminazione del fenomeno di annunci e selezioni operate da soggetti non abilitati dallo Stato per tale attività

    -) eliminazione del fenomeno che la stessa ricerca sia effettuata da più agenzie di selezione contemporaneamente con confusione da parte dei candidati che spesso scoprono a posteriori, spesso in fase di colloquio, perché chiamati da 2 agenzie differenti per lo stesso annuncio.

    -) unica piattaforma nazionale, contenitore di tutti gli annunci di lavoro “attivi” presenti in Italia, che potrebbe facilitare il lavoro di selezione, di consultazione e candidatura ed anche di monitoraggio effettivo, anche ai fini statistici ISTAT delle reali possibilità di lavoro presenti nel paese, eliminando anche quel fenomeno di cui spesso si legge e cioè che solo una parte delle offerte di lavoro sono pubbliche, mentre per tante altre vi è l’attività privata di soggetti che operano ricerche senza pubblicazione………..

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