Quelle false offerte di lavoro…

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Le false offerte di lavoro non sono una novità. Purtroppo, dove si può approfittare della buona fede per conseguire un ingiusto vantaggio, il criminale arriva sempre. Esistono siti appositamente creati per segnalare truffe (ad esempio "Truffe e Raggiri") e non è difficile trovare in rete consigli e segnalazioni per difendersi proprio da chi cerca di raggirare i malcapitati sul tema scottante della ricerca di lavoro.

Spesso nelle false offerte è citata un'azienda specifica, che, se si accorge dell'annuncio fraudolento, ha tutto l'interesse di segnalarlo e prenderne le distanze, come accaduto, ad esempio, a Brembo, noto produttore di freni per automobili.

Altre volte dietro l'annuncio si nascondono lavori incoerenti con quanto offerto. Nel caso più comune, offerte di lavoro porta a porta con (falsa) partita IVA spacciate per opportunità di crescita personale e professionale o comunque condite con le espressioni più accattivanti possibili. In alcuni casi, addirittura, l'offerta di lavoro è il pretesto per vendere corsi di formazione di utilità più che dubbia, a spese, naturalmente, del candidato. Di questi argomenti, per fortuna, si parla già moltissimo, e si spera che la rete continui a mettere in guardia chi alla rete si rivolge per cercare lavoro.

Ma nella zona grigia degli annunci di lavoro sta iniziando a fare la sua comparsa una specie di falsa offerta ancora più inquietante. 

Come si fa a vedere che un'azienda è in salute? Uno dei modi possibili è monitorare quali annunci di lavoro pubblica online. Se l'impresa va bene, allora cercherà del personale per espandersi, soprattutto in figure di base, forza lavoro produttiva. L'imprenditore che ha interesse a vedere cosa fa la concorrenza può cercare tranquillamente le offerte di lavoro sul sito del rivale e fare i suoi conti. Ma un'azienda non vuole mai apparire debole sul mercato.

Da qui, il fenomeno delle false offerte in veste di specchio per le allodole. Specchio insidioso e immorale: proprio il sito aziendale, infatti, viene segnalato come strumento più affidabile. Cosa può fare un candidato che invia il suo curriculum per verificare che la posizione sia effettivamente aperta? Niente. L'azienda riceverà centinaia di mail a cui non risponderà. Chi cerca lavoro sa che le risposte sono rare, se ne farà una ragione. Ma queste aspettative illuse e frustrate, a che scopo?

Su questo, purtroppo, non si è ancora detto molto. Noi di Proposta Lavoro cercheremo di indagare e di approfondire la materia. Meritiamo tutti, e ci sembra il minimo, di poter fare ancora affidamento su chi offre davvero un lavoro.

Simone Caroli

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2 Responses

  1. Emanuele Gonnella
    Emanuele Gonnella at |

    Mi sono chiesto molto spesso per quale motivo le aziende di ricerca di personale mettono falsi annunci di lavoro. In un primo momento ho pensato che queste aziende ricevessero finanziamenti europei commisurati al numero delle offerte di lavoro emesse, ma non ho trovato nessun riscontro. Non resta quindi che il “furto” di dati sensibili, da rivendere ad altre società, magari al fine di invio pubblicità “mirate”. Mi chiedo anche cosa faccia la magistratura e perchè non apra un’inchiesta su un fenomeno di proporzioni così vaste.

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