Se cresce la produttività delle imprese, sale anche l’occupazione?

Una buona notizia dagli ultimi dati ISTAT: la produttività delle imprese italiane è in crescita. Crescerà anche l'occupazione? La ripresa riguarderà anche il lavoro?

Produttività e nuovi assunzioni non sono due fattori direttamente correlati. L'azienda che decidesse di massimizzare i profitti, infatti, potrebbe decidere di non assumere affatto, dal momento che la produttività è data da due fattori: capitale e lavoro. Se è il capitale ad essere più redditizio – e nel capitale sono comprese le macchine, i software, i robot – avrebbe più senso fare investimenti, non assunzioni.

E se invece ad essere più produttivo è il lavoro? In altre parole, se la produttività del capitale cresce meno di quella del personale? Nemmeno in questo caso nuove assunzioni sarebbero l'unica opzione: l'azienda potrebbe decidere di ricorrere alla somministrazione di personale (che tecnicamente è una fornitura di servizi, non un'assunzione) oppure aumentare le ore di lavoro dei propri dipendenti part-time, prima di convincersi a puntare sul capitale umano. In Germania, tuttavia, sta succedendo il contrario nelle realtà più produttive è stato proposto, ed accettato, di ridurre l'orario di lavoro a parità di salario. 

Sono inoltre le realtà più produttive quelle che possono aumentare la retribuzione dei propri dipendenti, spesso attraverso accordi sindacali che legano premi economici al raggiungimento di obiettivi di redditività. A ben vedere, i dati ISTAT fotografano anche da noi una leggera ripresa delle retribuzioni a fronte di un calo delle ore di lavoro. Può indicare che si stanno attivando figure professionali a valore aggiunto maggiore ma siamo ben lontani dalla situazione tedesca.

Un ragionamento andrebbe fatto anche sui settori economici. Se la produttività del lavoro cresce più della produttività del capitale, il comparto manifatturiero sarà più propenso ad assumere piuttosto che a investire in macchiari. Ma oggi la forza lavoro è tutta nel terziario – avanzato, ma anche di base. Un recupero di produttività nella base, che è l'unico settore davvero in espansione (v. ultimi dati ISTAT) è possibile solo in termini immateriali di maggior autonomia e autogestione, ma è pur sempre possibile.

Se l'impresa media di pulizie, servizi alla persona, logistica, retail, servizi a basso costo in genere vede che i profitti aumentano a fronte del fatto che sta spendendo sempre meno per "controllare/gestire" i dipendenti (cioè fanno meno assenteismo, meno contenzioso, meno fatica a gestirsi ferie e permessi), allora sarà più propensa ad assumere (e soprattutto a stabilizzare) un dipendente in più, piuttosto che ad usare gli utili in altra maniera.

Questa è una prospettiva particolarmente suggestiva per la cooperazione di lavoro, dove i lavoratori dell'azienda sono anche soci-proprietari della stessa e, quindi, a fine esercizio possono dividere tra loro parte degli utili (il c.d. ristorno) generati dall'aumento di produttività.

Simone Caroli

 

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.