
Roma un giorno di �agosto. Sono le 11 del mattino su una delle tante famose piazze romane. I negozi sono chiusi, le strade quasi deserte, il caldo incalza. Gli edifici di massimo cinque o sei piani che si erigono sulla piazza, creano una zona d�ombra in meta di essa. A livello stradale , collocata ad angolo nella zona ombreggiata, con verandina verdeggiante e tavoli non ancora imbanditi, � collocato uno dei tanti: ristorante-pizzeria. Il gestore, al quale facciamo visita di cortesia, aveva subito un furto durante la notte, pare, ad opera di una banda di extracomunitari che hanno fatto man bassa nella zona. Seduti ad uno dei tavoli esterni, proprio di lato all�accesso al locale, il gestore ci offre un caff�, che viene prontamente servito da un ridente faccino orientale. Si aggiunge al rito del caff� anche il cuoco, un ragazzone dalla carnagione olivastra, che descrive con un italiano approssimato il suo disagio in cucina in seguito al furto appena subito. Sono quasi le dodici e due ragazzi sui vent�anni dai chiari tratti asiatici si apprestano ad apparecchiare i tavoli con tanto di fiorellini al centro e posacenere. Il motore di un furgone, che si ferma proprio davanti all�ingresso, attira la nostra attenzione: � la ditta che consegna le tovaglie pulite. Alla guida un giovane moldavo accompagnato da un�altrettanto giovane donna insieme alla quale� in qualche minuto effettuano la consegna e ripartono. Intanto un camion � in attesa di effettuare il suo parcheggio nello stesso spazio. � il camion della ditta di acque minerali e bibite. Effettuata la manovra necessaria, due giovani rumeni balzano fuori e tirano gi� dal mezzo la merce da consegnare. Non � finita, c�� un furgoncino con la scritta �forno caldo� che si accosta, due ragazzi moldavi prelevano un gran cesto di pane caldo dal furgone e lo portano in cucina. Osservare dall�esterno una cellula del mondo del lavoro pu� essere davvero affascinante! Ma nel caso descritto costringe l�osservatore a delle riflessioni: se � vero, come � vero, che il nostro paese � in crisi, perch� questi posti di lavoro non sono occupati dai nostri ragazzi? Perch� l�agognata autonomia ed indipendenza economica faticano ad identificarsi nel ruolo di lavoratore? Perch� i nostri giovani passano dall�identit� di scolaro a quella di consumatori liberi e agiati? Dove sono i nostri giovani mentre sognano di diventare calciatori o veline? Dove sono oltre che in discoteca, nei pub o a fare fal� sulle spiagge? Dove sono oltre alla chat, lo spinello e la birra?
L�identit� personale � vittima di una grave crisi poich� deturpata dei valori costituenti, uno di essi � il Lavoro. Dove sono gli adulti, i genitori, gli educatori visto che hanno abbandonato i loro giovani nel deserto degli istinti?
Dott.ssa Elisabetta Vellone








