10 set, 2009
Stavamo meglio quando stavamo peggio?
Scritto da: Elisabetta Vellone In: Crisi e cambiamento


Il mondo del lavoro oggi giorno č a pieno titolo parimenti popolato da uomini e donne. La donna sta dimostrando di essere perfettamente in grado di svolgere quei ruoli che un tempo sembravano esclusivitŕ maschile. Onestamente dobbiamo riconoscere che in molte circostanze la donna puň essere preferibile al collega maschietto; essa č piů tenace, piů incline al sacrificio, piů impegnata nello studio doti queste che le consentono di ottenere con maggiore probabilitŕ i risultati che le stanno a cuore. Di conseguenza temi come: esigenza di autonomia, libertŕ, carriera, occupazione e disoccupazione sono “titoli di testa” per gli uni come per gli altri. Questo fenomeno, sulla carta, non fa una piega č una delle tante pagine scaturenti dal processo di evoluzione e cambiamento sociale, ma nella realtŕ, cioč in quello spazio delle relazioni umane dove si intersecano magnificamente: sguardi, linguaggio verbale e non verbale, emozioni, sentimenti, intenti; la dove le persone (per usare un termine del momento) si connettono con i propri simili, c’č perplessitŕ e smarrimento, quasi un’atmosfera di lutto. La donna č cambiata: ha imparato a bestemmiare, ha imparato la volgaritŕ nel parlare e nell’agire, ha imparato ad aggredire ad essere spietata per ottenere vantaggi, ha imparato a Bere a sballarsi, a derubare i vecchietti, a spacciare, ha perso poesia e pudore. La donna ha imparato ad usare ed abusare del potere, sa essere tirannica e determinata, spietata. La donna si sta appropriando di tutte quelle caratteristiche che un tempo si ascrivevano agli uomini peggiori, quelli cattivi! La donna ha tradito se stessa. Ha rifiutato il titolo di regina della casa. Ha rinnegato la sua femminilitŕ, la dolcezza, ha abbandonato quella delega speciale ad amare incondizionatamente ed educare i figli all’amore. La donna ha abbandonato il focolare che non č piů luogo di rifocillamento, amore e consolazione, ha abbandonato i figli, ha abbandonato anche l’uomo. La donna non ama, calcola tutto, pianifica freddamente per avere….avere….avere, ma cosa? La donna aveva tanto e non se n’č accorta, né si č accorta di quanto indispensabile e quanto riusciva a dare agli altri. Le pagine della realtŕ quotidiana sollevano un dubbio: ma č questa l’evoluzione? Evolversi non vuol dire migliorare la qualitŕ della vita? Puň quanto sopra essere considerato miglioramento? Forse stavamo meglio quando stavamo peggio!
Dott.ssa Elisabetta Vellone








