Pro-post@ Lavoro

10 set, 2009

Stavamo meglio quando stavamo peggio?

Scritto da: Elisabetta Vellone In: Crisi e cambiamento

Number of View: 189

Stavamo meglio quando stavamo peggio?Stavamo meglio quando stavamo peggio?

Il mondo del lavoro oggi giorno č a pieno titolo parimenti popolato da uomini e donne. La donna sta dimostrando di essere perfettamente in grado di svolgere quei ruoli che un tempo sembravano esclusivitŕ maschile. Onestamente dobbiamo riconoscere che in molte circostanze la donna puň essere preferibile al collega maschietto; essa č piů tenace, piů incline al sacrificio, piů impegnata nello studio doti queste che le consentono di ottenere con maggiore probabilitŕ i risultati che le stanno a cuore. Di conseguenza temi come: esigenza di autonomia, libertŕ, carriera, occupazione e disoccupazione sono “titoli di testa” per gli uni come per gli altri. Questo fenomeno, sulla carta, non fa una piega č una delle tante pagine scaturenti dal processo di evoluzione e cambiamento sociale, ma nella realtŕ, cioč in quello spazio delle relazioni umane dove si intersecano magnificamente: sguardi, linguaggio verbale e non verbale, emozioni, sentimenti, intenti; la dove le persone (per usare un termine del momento) si connettono con i propri simili, c’č perplessitŕ e smarrimento, quasi un’atmosfera di lutto. La donna č cambiata: ha imparato a bestemmiare, ha imparato la volgaritŕ nel parlare e nell’agire, ha imparato ad aggredire ad essere spietata per ottenere vantaggi, ha imparato a Bere a sballarsi, a derubare i vecchietti, a spacciare, ha perso poesia e pudore. La donna ha imparato ad usare ed abusare del potere, sa essere tirannica e determinata, spietata. La donna si sta appropriando di tutte quelle caratteristiche che un tempo si ascrivevano agli uomini peggiori, quelli cattivi! La donna ha tradito se stessa. Ha rifiutato il titolo di regina della casa. Ha rinnegato la sua femminilitŕ, la dolcezza, ha abbandonato quella delega speciale ad amare incondizionatamente ed educare i figli all’amore. La donna ha abbandonato il focolare che non č piů luogo di rifocillamento, amore e consolazione, ha abbandonato i figli, ha abbandonato anche l’uomo. La donna non ama, calcola tutto, pianifica freddamente per avere….avere….avere, ma cosa? La donna aveva tanto e non se n’č accorta, né si č accorta di quanto indispensabile e quanto riusciva a dare agli altri. Le pagine della realtŕ quotidiana sollevano un dubbio: ma č questa l’evoluzione? Evolversi non vuol dire migliorare la qualitŕ della vita? Puň quanto sopra essere considerato miglioramento? Forse stavamo meglio quando stavamo peggio!

Dott.ssa Elisabetta Vellone

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2 risposta su "Stavamo meglio quando stavamo peggio?"

1 | erika huerta

ottobre 13th, 2009 at 12:41

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Non sono d’accordo , generalizzare č facile, il percorso verso l’autonomia e l’indipendenza č stato, lo č, e sarŕ duro, pieno di inganni e trabocchetti in cui molte di noi sono cascate e cadranno.
Stiamo meglio oggi sicuramente piů di quanto le donne erano un tempo : ” angeli del focolare” un eufemismo per indicare l’emarginazione delle donne dalla vita pubblica e sociale a pieno titolo e non come ” consorti, madri, figlie ” ma non come individui, ESSERI UMANI ALLA PARI.
Preciso non sono affato femminista ma difendo quante anche con l’estremo scarificio della vita hanno lottato per permetterci di essere libere quanto lo siamo adesso.

2 | Elisabetta Vellone

ottobre 13th, 2009 at 15:27

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grazie Erika. Elisabetta Vellone

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