2 Responses

  1. Adriano Gallea
    Adriano Gallea at |

    Dott Caroli, direi che l’unico dato nuovo è la ritrovata “unità” sindacale che se da un lato andrebbe salutata con soddisfazione, avviene su un evento che rischia, di fatto, di non sbloccare la situazione ma di inasprirla. La scelta dello sciopero generale in passato avveniva o per “aprire” le danze o per “chiuderle”, oggi servirebbe danzare ancora e negoziare ancora per alzarsi dal tavolo entrambi soddisfatti, portando a casa, tutti, un buon risultato. Temo che, se mai ci sarà una chiusura, si tratterà di un compromesso che tipicamente scontenta tutti: ci si alza tutti con qualcosa in meno. Il termine meritocrazia, al di là di dichiarazioni formali, è ancora un concetto che il sindacato non prende in seria considerazione sebbene i lavoratori la invochino, giustamente, come riconoscimento professionale e di crescita. Ho esperienza di Accordi di secondo livello e assicuro che quello in vigore nella mia azienda serve, genera risultati e remunera in modo soddisfacente; ma soprattutto impegna tutti a raggiungere traguardi importanti: nel nostro si parla di quantità produttiva, Ebitda, efficienza, qualità e presenza o se si preferisce non-assenteismo. Raggiungerlo ha richiesto impegno, buon senso da entrambi i lati del tavolo … e ci siamo alzati soddisfatti. Capisco che non tutte le realtà industriali, in particolare le più piccole, fatichino ad avere “impianti ” di questo tipo ma a mio modo di vedere è l’unica via da percorrere. Incrociare le braccia oggi serve a poco, potrà non piacere ma il mercato di questi episodi si cura poco e semmai guarda altrove. Sarebbe opportuno non dimenticarlo e fare in modo che continui a sceglierci come Paese industrialmente importante e maturo in tutte le sue componenti.

    Grazie

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