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In un mega balcone metaforico è parcheggiata la forza/ lavoro sociale più preziosa (forza giovanile), una popolazione impotente che aspetta stremata che risorga dalle ceneri il proprio diritto al lavoro, si chiamano: giovani disoccupati. Dagli ultimi dati dell’ISTAT emerge che abbiamo raggiunto il top del fenomeno, dal 2004 ad oggi, con una percentuale di disoccupazione giovanile pari al 30% e che raggiunge il 46% per le donne nel sud del paese. Il frastuono, prodotto dagli attriti, gli scontri e i provvedimenti che evincono dai megafoni dei luoghi di potere e cariche competenti, non impedisce, comunque, all’intelligenza umana di rimanere accesa, presente e sperimentare il profondo dolore che scaturisce dalla sciaguratezza e le ingiustizie subite. Leggi tutto »
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Esistono professioni “location indipendent” che possono essere svolte ovunque, basta avere un PC e una connessione internet.
Immagina di lavorare sotto una palma, magari su una spiaggia messicana o di volare in Nuova Zelanda quando sei stufo, senza dovere riprogettare da capo la tua vita professionale.
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La storia ci insegna che l’uomo da sempre ha lottato per liberarsi dalla schiavitù intesa come condizione in cui si realizza la negazione di ogni diritto umano e delle libertà fondamentali della persona. Nella condizione di schiavitù l’essere assume caratteristiche di “bene di proprietà dello schiavista” il quale decide a pieno titolo l’uso e la destinazione della propria merce; parallelamente lo/a schiavizzato si trova nella condizione di chi deve solo obbedire; obbedienza passiva nella speranza di evitare il peggio. Sono stati necessari secoli di lotte e di impegno, ma finalmente possiamo dire che le conquiste sono grandiose e che la piaga vergognosa dello schiavismo è ridotta ai minimi termini nel mondo. L’uomo si è evoluto, ha preso coscienza, ha fondato la carta dei diritti, ha conquistato la libertà. Ora finalmente libero di esprimersi, manifestarsi, libero di agire e pensare l’essere umano può godere del dono della vita e gustare le emozioni più raffinate quale prerogativa della sola mente intelligente: entusiasmo, creatività, allegrezza, curiosità, passioni, interessi ed altre; la vita come un luogo meraviglioso nel quale muoversi in piena libertà nel rispetto di se stessi e degli altri, ma aimè non è affatto così che stanno le cose. Leggi tutto »
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La rete sta diventando sempre più importante per la ricerca di lavoro, perchè unisce insieme praticità, velocità e ampiezza dell’offerta. Il mondo social lo ha capito da tempo, lo dimostrano la nascita di siti come Linkedin o Xing, ma ora anche il re del settore, Facebook, si lancia nel mondo del lavoro, con l’applicazione BeKnown.
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Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha messo a punto una manovra finanziaria da 47 miliardi di euro che dovrebbe risollevare i conti pubblici del nostro paese nel giro di qualche anno.
Furbescamente il ministro ha spalmato la manovra in questo modo: 2 miliardi per il 2011, 5 per il 2012 e 20 rispettivamente per il 2013 e 2014. Questo significa che il “grosso” della manovra peserà sul governo successivo e per la maggior parte degli anni a venire.
Le due necessità impellenti che sottostanno alla manovra sono il debito pubblico italiano che ad aprile ha segnato un record di 1.890,6 miliardi di euro (questo significa che ogni italiano, neonati compresi, ha un debito di oltre 30.000 euro) e l’allarme per i titoli di Stato Italiani dopo che Moody’s (l’azienda che esegue ricerche finanziarie ed analisi su attività commerciali e governi statali) ha deciso di mettere sotto osservazione il debito italiano per un possibile declassamento. Questo secondo punto ci metterebbe di fronte al possibile rischio “di fare la fine della Grecia” che spesso viene paventato dalla stampa nazionale o dai politici dell’opposizione.
La manovra messa a punto dal ministro sembra però metterci al riparo da questo rischio sia per la fiducia di cui egli gode a livello internazionale sia per la consistenza economica della manovra stessa.
Vediamo in breve per punti cosa comporterebbe:
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