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Il primo articolo della nostra Costituzione è categorico: L’Italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro; lavorare è un diritto della persona. Sulla carta!! In pratica sembra invece una repubblica radicata sull’abuso. Posando l’attenzione sul termine in questione si evoca automaticamente la piaga dell’abuso sessuale ai danni di donne, bambini e, sebbene raramente, ai danni di uomini. Essendo questa, però, una pagina che si occupa del ” mondo del lavoro” ci poniamo doverosamente dall’ottica dell’abuso di potere in generale che, con la sua reiterata pratica, opprime ed offende il nobile concetto del lavoro, i diritti della persona, la dignità di ogni lavoratore perbene, ma soprattutto il sacrosanto diritto di vivere coerentemente la propria vita in un paese cosi detto democratico. Il comportamento di abuso è talmente radicato e diffuso che si è quasi impadronito, divenendone parte integrante, della “relazione umana” nel senso che già dalle prime battute di un approccio interpersonale vengono stabilite, inconsciamente, le regole fra il potenziale abusante e l’abusato; in altre parole viene stabilito chi comanda e chi obbedisce; chi ha potere e chi non conta; chi può … e chi non può … Il comportamento di abuso ha un alleato strettissimo che si chiama potere. Leggi tutto »
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Il termine emergenza descrive una situazione “particolarmente difficile e grave” che impone alle autorità di prendere urgentemente particolari misure. A livello psicologico lo stato di emergenza si attiva di fronte a situazioni/ condizioni percepite a rischio e con alta valenza emotiva negativa generata da sentimenti di precarietà, pericolo e presagi di sofferenza e danni vari, i quali, ponendosi in primo piano nello spazio mentale, andranno a catturare quasi tutta l’attenzione e la concentrazione dell’individuo. I furbi speculatori, che conoscono molto bene i meccanismi ed il valore dell’”attenzione” hanno creato, su dette conoscenze, una vera e propria arte quella dell’illusione, gli imbrogli o e il raggiro, che va dai giochi di prestigio alle prodezza del maghi, ai truffatori con le carte da gioco, al ticket, le truffe e trucchetti vari basandosi sull’abilità di distrarre l’utente catturandone e spostandone l’attenzione ad hoc. Leggi tutto »
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Tra crisi e cassa integrazione, decisamente in controtendenza, c’è chi sceglie di ridurre volontariamente il proprio orario di lavoro, o addirittura in alcuni casi di “mollare” una posizione di prestigio in cambio di una vita più lenta, serena e in armonia con se stessi. Stiamo parlando di un nuovo fenomeno sociale il “downshifting” ovvero rallentare, scalare marcia e sarebbero 16 milioni i lavoratori pronti a farlo in tutto il mondo tra cui 100 mila in Francia (chiamati néo-ruraux) e 260 mila in Gran Bretagna.
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Parallelamente al fallimento provocato dalla crisi del mondo del lavoro c’è chi si muove e si evolve all’interno di esso cercando soluzioni alternative. Un fenomeno recente e ancora scarsamente presente in Italia, il coworking, rappresenta la nuova frontiera dell’organizzazione del lavoro a metà tra la libera professione e il lavoro dipendente. E’ il prodotto del modello a rete tipico della società dell’informazione in cui si crea uno spazio di condivisione, si creano contatti e relazioni, mentre singolarmente si continua a svolgere la propria professione. Il coworking unisce in un medesimo luogo fisico professionisti differenti. Si tratta di un ufficio condiviso in cui ogni lavoratore ha la propria postazione e tutto ciò di cui ha bisogno per poter svolgere il suo lavoro. Rispetto ai tradizionali studi associati, nel coworking convivono professionalità molto eterogenee in cui si gode di grande flessibilità, si può sostare nel coworking anche solo per un’ora.
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• Cinque strade
“Tu sei tagliato per questa o quest’altra attività” (probabilmente sbagliando, come spesso avviene ragionando in base a luoghi comuni); ma se non hai fatto dall’inizio degli studi precise scelte vocazionali, e sei di conseguenza in difficoltà nel capire il mestiere che fa per te…? Per aiutarli, è possibile fare una macro-differenziazione tra le principali alternative esistenti sul mercato del lavoro:
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I giovani italiani sono sempre più disillusi, circa l’utilità del disastrato sistema universitario italiano, come testimonia lo studio, pubblicato in questi giorni, di Eurobarometro, l’ufficio che si occupa di raccogliere gli umori dei cittadini dell’UE.
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