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Ho 29 anni e vivo con mio padre pensionato, ho perso la mamma tre anni fa. Ho anche una sorella sposata che, però, per esigenze di lavoro di mio cognato, che è un militare, vive al nord. Diplomato ragioniere, ho sempre lavorato nell’ artigianato. A 21 anni ho iniziato a lavorare in un forno, aiutavo in laboratorio e consegnavo il pane ai clienti poi, a causa dell’apertura di un famoso panificio nella zona, il piccolo forno per il quale lavoravo ha smesso l’attività e così dopo quattro anni sono rimasto disoccupato. Ho bussato a mille porte del settore e dopo un pellegrinaggio di otto mesi sono stato assunto in un supermercato, nel reparto panetteria con un contratto a termine, ma alla scadenza non mi è stato rinnovato, poiché l’azienda ha assunto un altro dipendente con le stesse modalità con cui aveva assunto me. Trovandomi di nuovo disoccupato a quasi 27 anni ho compilato centinaia di mini curriculum e li ho distribuiti ovunque anche in tutte le cassette della posta che ho potuto raggiungere. Leggi tutto »
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Genialità o depravazione di massa?
In tempo di crisi economica, nel nostro piccolo- grande paese, si possono sfogliare pagine sociali fra le più variegate. Una di queste, da prime posizioni, è la pagina della generosità dell’italiano; siamo fra i più fervidi in faccende di aiuti e solidarietà. Vedi il fenomeno raccolta di fondi per la ricerca, la solidarietà pro popolazioni disastrate; vedi le associazioni di volontariato pro disagiati ecc. .Altra pagina da primi posti è l’arte dello scandaloso: bambini abusati in seno alle famiglie, nei luoghi della formazione: asili, scuole, ambienti sportivi; cibi contraffatti o nocivi alla salute; appropriazioni indebite ad opera di personaggi di spicco. C’è poi la pagina della pubblicità: auto nuova per tutti, tecnologia ultimo grido per tutti, corpo giovane e bello per tutti, vacanze da sogno per tutti. Leggi tutto »
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Guardandoci intorno, nella routine quotidiana, in ambito di servizi di cui usufruiamo regolarmente, si percepisce spesso un’atmosfera di insoddisfazione generale. Otto volte su dieci, di fronte ad uno sportello postale, o lo sportello di uno dei tanti enti pubblici erogatori dei più svariati servizi, o di fronte ai vari commesse/commessi delle tante attività commerciali erogatrici di beni , o al tavolo di un ristorante, davanti al banco di un bar, alla cassa di un supermercato insomma quasi ovunque, spesso facciamo l’esperienza di insoddisfazione e fastidio per il frequente disservizio cui siamo costretti. Lavoratori scontenti, poco gentili, spesso scortesi, poco attenti, facilmente irritabili, distratti o finti tali, spesso non rispondono alle domande del cliente, difficilmente si è serviti da operatori che sorridono e ti guardano negli occhi, o che manifestano gratitudine al consumatore. Leggi tutto »
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Il processo di riforma della Pubblica Amministrazione avviato a partire dalle leggi 142/90 e 241/90, ha riconosciuto alla comunicazione un ruolo primario nel miglioramento dell’efficienza amministrativa e del rapporto tra amministrazione e cittadino. All’interno di questo processo la L. 150/2000 ha sancito la legittimazione della comunicazione pubblica quale obbligo istituzionale, riconoscendo e disciplinando le figure professionali, le attività e le strutture dedicate allo svolgimento di tale funzione. La suddetta legge individua nell’URP, Ufficio Relazioni con il Pubblico, la struttura attraverso cui si estrinseca il ruolo del comunicatore pubblico.
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Più volte noi di proposta lavoro abbiamo indirizzato i nostri lettori verso le nuove opportunità offerte dalla rete. Internet, può offrire al soggetto la possibilità di far conoscere se stesso e le proprie creazioni, il proprio talento, in quanto offre una piazza potenzialmente infinita attraverso cui farsi pubblicità. Basta solo sapere come fare e come trovare i canali giusti.
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L’espressione “lavoro a chiamata” non è mai stata così azzeccata come in questo caso: per funzionare, infatti, serve un cellulare. Ricevi via telefono la richiesta di un lavoretto, lo svolgi, incassi il compenso. Questo è il funzionamento base di Gigwalk, ennesima trovata americana nel mondo dei social network.
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