Pro-post@ Lavoro

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Un consiglio per i docenti che, grazie ai tagli nel settore scolastico, si troveranno il prossimo anno senza una cattedra: seguite l’esempio del professor Yee Wong, ovvero come l’e-learning possa risolvere il problema del lavoro.
Mentre nel nostro Paese siamo ancora ancorati alla visione dell’insegnante che, per arrotondare lo stipendio, impartisce lezioni private “dal vivo” a pochi studenti per volta (se non addirittura uno solo), a questo docente coreano dai metodi poco ortodossi (è stato licenziato per il vizio di lanciare oggetti agli studenti poco attenti) è venuta in mente l’idea di impartire “lezioni private online”, cioè lezioni via video sul suo sito web, cui accedere tramite account a pagamento, con risultati sorprendenti: 50 mila iscritti, un reddito annuo salito a 4 milioni di dollari e tutto grazie a questa singolare idea di avere studenti virtuali. Niente più avvisi appesi sulle bacheche universitarie o in giro per le strade “impartisco lezioni private di…”, il web abbatte un altro vecchio stereotipo, a favore delle due categorie coinvolte, professori e studenti: i primi perché trovano una fonte di guadagno alternativa, se non addirittura una nuova professione; i secondi perché possono risparmiare tempo e denaro, come ad esempio gli studenti lavoratori o i pendolari o gli impossibilitati a spendere le somme considerevoli richieste dal sistema universitario italiano (tasse, affitti, alloggi, materiale didattico, viaggi e trasferte).
Magari tutto appare più freddo e poco coinvolgente dal punto di vista umano, ma come sempre, ogni cosa ha i suoi pregi e i suoi difetti.

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“Osservi il video, le mostra quello che può fare il nostro articolo, mentre in quest’altra schermata ne può vedere le caratteristiche tecniche. Ne vuole quattro modificati? Nessun problema, ci colleghiamo subito online con la fabbrica, così può spiegare all’ingegnere quali sono le modifiche di cui ha bisogno“.
Presentazione prodotto, ordine e personalizzazione all inclusive e tutto in un unico colloquio. Quale commerciale non sogna una cosa del genere. E’ fantascienza? Per niente, è realta di oggi, grazie alla tecnologia degli smartphone, dei tablet pc e dei netbook, il cui grande vantaggio rispetto alle altre macchine sta proprio nella loro estrema maneggevolezza, con portabilità e mobile web.
E i vantaggi si vedono. La Frescura è un’azienda padovana, specializzata in articoli per la casa, che, con una spesa di 47 mila euro ammortizzata in appena 8 mesi, ha dotato i suoi agenti di vendita di smartphone collegati con il sistema centrale aziendale. Il commerciale va dal cliente, raccoglie l’ordine e, tramite l’apparecchio mobile, lo trasmette direttamente al sistema centrale. Non è più, quindi, costretto a tornare in sede per immettere di suo pugno l’ordine nel sistema, con spreco di tempo, spese per l’auto, possibilità di errori di trascrizione (fonte: La Repubblica, edizione 8 febbraio 2010).
Con il tablet pc, poi, è anche meglio: il commerciale va dal cliente con un apparecchio non più grande di un libro e che grazie ai prodigi della tecnica può contenere gigabite di video, foto, dati tecnici, presentazioni di vario tipo e, perchè no, contatto diretto con
la fabbrica, il tutto mandando in soffitta i vecchi, ingombranti e limitati cataloghi dei rivenditori. Il rapporto costo/guadagno si supera facilmente: l’investimento iniziale, certamente oneroso, è riassorbito in pochissimo tempo, grazie all’enorme risparmio di tempo e risorse.
Altro esempio? Un arredatore fa una foto (anche in 3d navigabile) della stanza da arredare e sul terminale può aggiungere, grazie ad un qualunque programma di grafica o fotografia (paint, photoshop e tantissimi altri), le immagini dei mobili e così arredare la stanza in virtuale, di fronte al cliente e secondo le sue preferenze: un solo sopralluogo con annessa dimostrazione dell’arredo “quasi dal vivo”.
Il problema, però, resta lo sviluppo ancora incerto e altalenante delle nostre reti mobili, soprattutto il wifi, la cui diffusione trova tutt’ora un ostacolo nella stessa legislazione italiana, decreto Pisanu in primis (che impone l’obbligo di registrarsi per potersi connettere). Il ritardo, che stiamo accumulando rispetto agli altri paesi industrializzati, comincia a farsi pesante: in Italia ci sono appena 4.912 hotspot, ben poca cosa, tanto che siamo esclusi dalla top 10 dei paesi più connessi, in cui primeggiano gli Stati Uniti, irraggiungibili con quasi 70 mila hotspot.
Il mondo corre, se vogliamo stare al passo con i tempi, bisogna darsi una mossa.

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Già in passato, vi abbiamo mostrato la modalità con cui è possibile sfruttare Google per potersi fare pubblicità da sè, senza svenarsi.
Oggi vi presentiamo un altro sistema estremamente efficace di strumento pubblicitario, i social network ed in particolare il più famoso di tutti: Facebook.
Per iniziare, basta semplicemente andare alla pagine iniziale di Facebook e cliccare sul link Pubblicità, che trovate nella parte bassa dello schermo.
Attenzione: l’iscrizione è necessaria (la chiederà comunque alla fine del processo di creazione dell’inserzione), cosa che, comunque, è utile alla stessa campagna pubblicitaria
La pubblicità, infatti, ha lo scopo di attirare la clientela, ma il
social network, grazie ad un profilo o ad un gruppo creato ad hoc, vi permetterà di fidelizzare i visitatori. Create, quindi, un profilo o un gruppo attraverso cui parlerete dell’attività (il vostro negozio, la vostra associazione culturale, il vostro sito personale o qualunque altra cosa abbiate in mente) che volete pubblicizzare, dove potrete esporre contenuti (video, foto, ecc), promozioni e molto altro ancora Ma torniamo a noi. Una volta cliccato sul link Pubblicità, vi apparirà la pagina pubblicitaria, dove viene spiegato, passo passo, come creare la propria inserzione. Leggete attentamente quanto riportato, dopodichè cliccate sul pulsante, nella parte alta della pagina, Crea un’inserzione, vi si aprirà la pagina vera e propria per la creazione della vostra inserzione pubblicitaria: facciamolo pubblicizzando, ad esempio, il sito immaginario di articoli sportivi sportDioggi.
1. Nell’url inseriremo l’indirizzo internet http://www.sportDioggi.com; nella casella titolo, invece, digiteremo il nome del nostro sito sportDIoggi; in testo inseriremo una piccola descrizione di quello che è il nostro sito o che, in ogni caso, attiri l’attenzione (ad esempio: il tuo negozio online per lo sport cittadino); in immagine invece metteremo il logo del nostro sito.
2. Una volta inseriti questi dati e cliccato su Continua, ci apparirà una nuova pagina da compilare, in cui inseriremo il target di persone che intendiamo raggiungere. Attenzione: selezionare al meglio i parametri (nazione, città, età, sesso, istruzione, ecc.) in modo da raggiungere quello che è il vostro vero obiettivo, ovvero i potenziali acquirenti del vostro prodotto. Ad esempio, trattandosi di un sito, sportDIoggi coprirà tutta l’Italia; selezioneremo poi le città medio/grandi, dove possiamo trovare un bacino d’utenza più grande e più interessato; essendo un sito di articoli professionali, mireremo a chi ha un’età appropriata per l’attività agonistica a livello professionale o semi-professionale (dai 15 ai 40 anni per esempio), prevalentemente uomini, single o fidanzati, senza particolari distinzioni d’istruzione. In basso, apparirà una stima di quante persone si potranno raggiungere con la nostra inserzione.
3. Terminata questa fase, si apre l’ultima parte da compilare, quella più economica. Qui infatti inseriremo: l’ammontare giornaliero che siamo disposti a spendere per la campagna pubblicitaria (Facebbok ha un prezzo minimo di 1,00 € al giorno); la cadenza dell’inserzione, giornaliera o in giorni ben specifici; l’offerta massima, ovvero quanto ci verrà a costare ogni clic o ogni visualizzazione dell’inserzione da parte degli utenti. Ovviamente chi ha un budget e un’offerta minima elevati ha maggior visibilità rispetto ad altri.
4. Parte finale: una volta cliccato su Verfica l’inserzione, si aprirà la pagina di login del nostro profilo facebook, dove inseriremo i dati bancari e completeremo l’ordine di inserzione.
Consigli: innanzitutto leggere la pagina delle procedure, dove potete trovare degli utili consigli per preparare l’inserzione. La stessa
pagina del profilo o gruppo dovranno essere funzionali alla campagna pubblicitaria: inseriremo foto di articoli, video dimostrativi
(ad esempio, il nostro sito sportDIoggi può caricare il video di come si utilizza correttamente un nuovo attrezzo ginnico in offerta),
annunci di promozioni (ad esempio, la stagione dei saldi oppure offerte speciali), inviteremo i nostri amici facebook a dare dei feedback, daremo consigli su come si usano al meglio i nostri articoli.
Infine, tenere sempre a mente che la pubblicità serve per “attirare”, la vostra campagna pubblicitaria deve quindi saltare all’occhio,
suscitare curiosità in chi nota l’annuncio pubblicitario: date libero sfogo a fantasia e creatività.

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Nel mondo del lavoro una mutilazione coatta

Nel mondo del lavoro una mutilazione coattaIn questo periodo i nostri ministri hanno espresso le loro diverse opinioni relativamente al ristagnante tema della disoccupazione. C’è chi sostiene che in Italia il lavoro c’è,  visto che circa quattro milioni di stranieri lavorano regolarmente,  ma si tratta di tutta quella branca di attività etichettata come” lavori di fatica” che i giovani italiani si rifiutano di fare ; contemporaneamente si osserva il fenomeno dei circa  seicentomila posti scoperti per mancanza di personale con competenze specifiche come ad esempio  nel settore delle  arti e dei mestieri. Altri, però, sostengono  che non è esattamente così e che, in seguito alla crisi, la disoccupazione è aumentata anche nella popolazione degli immigrati e che comunque essi rappresentano una risorsa importante essendo, il nostro, un paese a bassa natalità. In questo tira e molla delle diverse filosofie interpretative rimane il fatto che la ripresa è lenta ed affannosa e che la nostra forza/lavoro giovanile è impantanata, demotivata e a rischio. La maggior parte dei giovani, a parte gli aspiranti professionisti con laurea e competenze specifiche, cercano un lavoro da scrivania o una prestazione che consenta l’immagine di un giovane in carriera; un’altra fetta di giovani e giovanissimi sgomitano per fare il colpo grosso nel mondo dello spettacolo e dello sport, moltissimi altri sono attratti dalle formule che procurano soldi facili, ma tutti sappiamo che la grande rete della realtà lavorativa comprende una gamma numerosissima di prestazioni che, nella mentalità corrente, non sembrano essere nemmeno contemplate nel senso che non sono proprio prese in considerazione. Manca una cultura del lavoro e di conseguenza  una educazione adeguata a promuovere nella psiche giovanile la coscienza del valore di esso. I giovani e i bambini, sempre meno coinvolti nella vita familiare e nelle cose semplici del trantran quotidiano, sempre più affidati ad educatori a tempo, ignorano ogni forma di manualità ed interesse per l’aspetto pratico delle cose e ripudiano la fatica. Molti giovani non hanno contatto col mondo del lavoro fino all’età adulta; abituati a consumare ed essere serviti sviluppano facilmente egoismo, superficialità ed un senso castrato della realtà. Detto lento processo tendente all’ impoverimento delle capacità nei giovani non può, però, trasformarsi in un’accusa e facile critica degli stessi, poiché il loro modo di essere e di fare, le loro facili in’adeguatezze, le facili goffaggini manuali sono solo un risultato, anzi l’unico risultato possibile. Sono gli adulti che hanno smesso di educare e formare alla vita, nel senso che non c’è più uno spazio di tempo in cui l’adulto amorevolmente condivide ed insegna ai suoi figli , giorno dopo giorno, le proprie conoscenze e le piccole grandi cose che sa fare; incoscientemente l’adulto ha smesso di dare il buon esempio, di usare il buon senso e il senso di responsabilità, tutto presi dao numerosi “specchietti per le allodole” e dall’immagine se stesso hanno smesso di guardare lontano in direzione del futuro dei propri giovani, la società adulta, ed in primis la famiglia, hanno smesso di impegnarsi e prendersi cura davvero della prole. Molti di essi  risultano come mutilati della coscienza di una grossa fetta di realtà di vita e con loro, di conseguenza, lo è anche il mondo del lavoro la dove, nonostante il bisogno indiscutibile di lavorare, risulta poi che  ci sono tutta una serie di arti, mestieri, mansioni e prestazioni che nessuno fa più. Si pone allora l’obbligo di una domanda: ma, questi certi lavori, non si fanno più perché non si vuole o perché nessuno è più in grado di farli in seguito alla stoltezza educativa e formativa della società adulta?

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27 apr, 2011

Colloquio di selezione II

Scritto da: Miriam Vetrano In: Rubrica "Conosciamoci"

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Un colloquio di lavoro è una sorta di trattativa di “marketing reciproco”. Significa che ciascuna delle due parti, il selezionatore e il candidato, tenterà di vendere al meglio da un lato le caratteristiche della posizione, e della propria azienda (elencandone tutti gli aspetti positivi), dall’altro le proprie competenze.

In questa fase è essenziale ridurre al massimo i rischi di fraintendere le informazioni riguardanti il profilo in questione: diventa pertanto di estrema importanza prepararsi molto sull’azienda e essere in grado di formulare domande precise e specifiche sul ruolo. Occorre quindi informarsi preventivamente sull’organizzazione (attraverso il sito Internet o una ricerca più generica on oppure off line), capendo come questa viene percepita dal mercato. Leggi tutto »

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27 apr, 2011

Il colloquio di selezione I

Scritto da: Miriam Vetrano In: Rubrica "Conosciamoci"

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Il colloquio di selezione è il momento decisivo per l’assunzione di un candidato. Per superare con successo il colloquio non farti cogliere di sorpresa e non improvvisare,  è il momento di giocare le tue carte. E’ importante prepararsi in anticipo a rispondere. Le domande  di un selezionatore servono a valutare le tue competenze e conoscenze specifiche, la tua personalità e  le capacità interpersonali,  ma anche le tue motivazioni e aspettative professionali. Alcune delle domande più frequenti possono nascondere qualche insidia; prepariamoci ad affrontarle e a capire cosa vogliono scoprire:

Che tipo di lavoro sta cercando?/ Qual è il suo lavoro ideale?
La posizione cercata dal candidato può non corrispondere esattamente a quella richiesta dall’azienda, potrebbe quindi non soddisfare le aspettative del candidato. L’azienda non vuole un dipendente insoddisfatto e demotivato. Il candidato dovrebbe fare capire che, nonostante le esperienze precedenti possano essere diverse, egli possiede la flessibilità necessaria per adeguarsi al nuovo lavoro. Leggi tutto »

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