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Ci siamo, abbiamo il governo tecnico. Un evento che, con il suo potenziale simbolico di nuovo capitolo per il paese, ha consentito a molte persone di tirare un sospiro di sollievo e di riaccendere intimamente la speranza magari pensando: punto e a capo. All’interno di quello spazio infinito fra il “punto” e l’ “a capo” molte creature pensanti, informate dei fatti, sicuramente hanno voluto vivere nella propria fantasia, approfittando della potenzialità e la magia di quel momento zero, quel lungometraggio scritto nei propri sogni dai propri desideri dove ognuno si vede protagonista fiero ed orgoglioso della propria storia in un mondo sano e affidabile. Leggi tutto »
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E’ appena caduto il governo Berlusconi ed è nato il nuovo governo Monti. In questi giorni, si è detto e scritto di tutto su quello che attende il nuovo esecutivo: richieste dell’UE, recupero credibilità sui mercati, rilancio dell’economia, ecc. Ma è su un punto particolare che la società civile si aspetta molto: il lavoro.
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La crisi economica ed il parallelo problema della disoccupazione ci ricordano bruscamente ogni giorno quanto il lavoro sia essenziale nella vita dell’uomo e non solo per il diritto morale e civile al sostentamento dignitoso di se stessi e delle persone care, ma anche e soprattutto per l’esigenza implicita in ogni essere adulto di godere di dignità, rispettabilità, affidabilità e capacità di autonomia. L’energia convogliata nell’ attività lavorativa può essere considerata la campionatura migliore della linfa personale in quanto in essa vengono convogliati gli attributi più nobili da parte dell’individuo quali ad es.: serietà, professionalità, rispettabilità, affidabilità, Leggi tutto »
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Alle 21.42 del 12 novembre 2011, tra fischi e lanci di monetine, il presidente del consiglio Silvio Berlusconi si è dimesso. Questo gesto spazzerà via il governo più longevo della Seconda Repubblica, un pezzo di storia e un modello sociale con cui gli italiani stentano ormai a riconoscersi.
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L’ anima del lavoro è viva e forte
nonostante la crisi
Si dice che nelle difficoltà si scoprono i valori delle persone. In questa nostra bella Italia, abusata, trascurata, sfruttata e messa in ginocchio da uno squadrone di incapaci e privi di buon senso, dove anche la terra e le acque sembrano ribellarsi nervosamente, è sbocciato un fiore nel deserto. Quel fiore sono l’esercito dei volontari bravi ragazzi, mossi più dalle vibrazioni del cuore che da quelle dei muscoli, che hanno dato dimostrazione e prova di civiltà, buonsenso e della vera natura degli italiani. Tanti, giovani e belli, stremati e sporchi di fango o impregnati dal cattivo odore dei rifiuti, ma con la luce sul volto di chi con orgoglio può finalmente agire fattivamente, contribuire, risolvere problemi, ridare fiducia e speranza ai meno fortunati; quei giovani sembrano urlare allo “squadrone”: vedete come si fa? Tutti per uno e uno per tutti, si agisce! I problemi vanno affrontati, meno chiacchiere e più fatti cari vecchi pelandroni irresponsabili che state facendo di tutto per spegnerci la luce della speranza e la forza della fiducia! Chi sono quel 10% anonimi chiamati volontari? Sono l’anima sana del nostro paese; sono i giovani per bene disoccupati, precari o studenti che non trovano risposta e sbocchi alla loro voglia di fare e di agire e allora si regalano per amore del prossimo pur di sentirsi vivi, ma anche, forse, per dare un esempio silenzioso al sistema di cui fanno parte. In realtà i volontari sono dei lavoratori non retribuiti che offrono le loro prestazioni la dove c’è un’emergenza, un disagio o una sofferenza. La ricorrenza con cui il termine che li descrive viene usato tende a spalmarne un po’ il significato nel senso che si tende a dare per scontato che essi accorano, come se fosse ovvio che ogni volta siano li nel luogo del dolore e dell’emergenza. In realtà sono i ragazzi della porta accanto che accorrono e lavorano con grande impegno e senso di responsabilità. I volontari sono l’orgoglio di questo paese e delle famiglie chi li ha donati al mondo; sono la consolazione di chi soffre: dei poveri, dei senzatetto, dei malati, i terremotati, gli alluvionati essi, come la luce del sole , raggiungono ogni luogo del dolore e sono fieri di farlo. Senza ombra di dubbio si può ritenere che in questi ragazzi, il mondo del lavoro, dispone di una ricchezza senza pari; tanta qualità trasferita nei sani progetti di crescita potrebbe ribaltare l’andamento patologico che opprime il paese.
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