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Terra, sole e web. Le occasioni di crescita economica sembrano venire dal passato e dal futuro.
Il lavoro della terra sembrava relegato al passato, ai tempi dei nostri nonni, difficilmente riproponibile in quest’epoca iperveloce, dove tutto deve essere guadagno immediato. I tempi dell’agricoltura e della pastorizia non sembravano in grado sposarsi appieno con il business. Eppure, proprio l’agricoltura è l’unico settore che, secondo il rapporto Svimez 2011, porta occupazione nel Sud del Paese, dove la disoccupazione giovanile è al 25%, nonostante l’agricoltura italiana non navighi in acque calme (occupazione generale in calo, costi di produzione alle stelle, burocrazia asfissiante, sostegno delle istituzioni ridotto al minimo). Leggi tutto »
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Il 14 settembre è stata approvata la manovra finanziaria che, attraverso un taglio pesantissimo alla spesa pubblica, dovrebbe portare al pareggio di bilancio entro il 2013. Nonostante la manovra sia stata pensata per ridare credibilità finanziaria al nostro Stato attraverso un piano di austerità di ben 54 miliardi di euro, il 19 settembre l’agenzia di rating Standars & Poor ha declassato il debito pubblico italiano. Così dopo questa data probabilmente molto italiani avranno cominciato a porsi questioni fino a quel momento riservate agli addetti ai lavori. Tanto per fornire qualche dato presentiamo questa tabella che mostra i giudizi sul debito pubblico dei paesi europei da parte di Standard’s & Poor e pubblicato da The Wall Street Journal il 21 settembre 2011:
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Molti italiani sono disoccupati perché non si trova lavoro, molti altri lo sono perché il lavoro lo hanno perso in seguito ai licenziamenti ad opera di aziende grandi e piccole a causa della crisi. La disoccupazione può indurre lo stato di povertà, ma certamente produce svilimento e tristezza che è povertà dello spirito. Altre cause però possono determinare lo stato di povertà , il quale, può essere distinto in due categorie: la prima è formata dai poveri classici ovvero quelli disagiati da sempre, disoccupati costretti a rabattarsi fra il lecito e l’illecito, un po’ disadattati, ghettizzati, quelli ai quali è negata la crescita, lo sviluppo, l’arrampicamento sociale e persino molte aree dell’ambiente di appartenenza; la seconda è formata dai nuovi poveri: e più esattamente da quelli che hanno perso il lavoro e quelli che hanno perso la famiglia. Leggi tutto »
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Il mondo della formazione si apre a tutti, che lavoriate o no. Oltre al fondo Sociale Europeo alle scuole, le Regioni dispongono di un Fondo per la formazione. E’ accessibile a tutti, chiunque può richiedere alla propria regione un voucher, ovvero un buono che copre in parte o del tutto le spese per un corso di formazione. I corsi messi a disposizione sono innumerevoli, si va da quelli base per precari a quelli di aggiornamento, ai master universitari. Ogni Regione dispone di un calendario ed è necessario seguire i bandi sul sito della vostra regione ma è possibile anche consultare il “catalogo interregionale dei corsi finanziabili”, che da il vantaggio di potere accedere anche ai corsi di altre regioni.
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E’ tornata d’attualità, con la riproposizione del ddl sulle intercettazioni, la famosa e famigerata norma ammazzablog.
E’ l’ennesimo attacco contro la libertà della rete, una minaccia che mette in pericolo quella che, in epoca moderna, è ormai un’infrastruttura necessaria, ben più di qualunque Tav o Ponte di Messina, che divorano soldi pubblici senza nessun apparente vantaggio per il bene pubblico. Perchè è necessaria la rete? Viviamo, volenti o nolenti, in un mondo globalizzato, dove la velocità e la qualità delle informazioni è fondamentale e, ad oggi, non esiste uno strumento che connetta tutto il mondo come il web. Tanto per fare un esempio: la pubblicità. Esiste forse un mezzo globale che possa permettere a qualcuno di raggiungere un pubblico più vasto della rete e a prezzi non esorbitanti? Il solo uso di un social network, da parte di un’azienda, è, di per se, pubblicità verso un pubblico potenzialmente globale (Facebook ha oltre 500 milioni di utenti). Leggi tutto »
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Ogni persona in grado di intendere e volere si sarà accorta che tiepidamente si parla di lavoro, di disoccupazione, del dramma della precarietà, del sonno in cui versano le politiche di sviluppo e l’esigenza di produrre occupazione, produttività e Crescita. Potrebbe anche sembrare retorico, ma non si può smettere di rimanere vigili, critici e coscienti pensando all’incuria, al danno morale, materiale ed esistenziale di cui è vittima indifesa ogni cittadino di questa nostra società. Si rischia seriamente di perdere il rispetto per se stessi lasciandosi travolgere dalla penosa realtà schizoide imperante. Leggi tutto »
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