“Where are you from?” – il problema delle origini

Grande indignazione questa settimana per una notizia che ha girato in rete, e sui maggiori quotidinai online, che riguardava un modulo di iscrizione alle scuole in Gran Bretagna, dove (pare) fosse chiesto a coloro di nazionalità italiana di specificare non solo se "Italian" ma anche "Sicilian", "Napoletan" o persino "any other". Di conseguenza, l'ambasciata italiana in GB è andata su tutte le furie ed è subito ".. intervenuta per richiedere la modifica di talune categorizzazioni regionali…per la selezione dell’appartenenza etnica…, richiedendo la rimozione immediata di tali categorizzazioni." Peccato che l'ambasciata non abbia letto bene il modulo in questione dove queste categorizzazioni non si riferiscono all'etnia, ma bensì alla "first language" dell'iscritto. Notizia quindi falsa e tendenziosa (nessuno dei maggiori quotidiani ha citato la vera fonte dello "scandalo"), e ad una settimana dall'accaduto il modulo sul sito di Bradford Schools Online rimane tuttora invariato. Infatti è l'UNESCO (a cui in Italia si tiene tanto per i centri storici, monumenti ecc.) che riconosce queste diversità linguistiche del Belpaese (vedi questo articolo del 2014). 

Tuttavia la questione delle origini rimane interessante, specie nel caso degli italiani che spesso tengono tanto alla propria appartenenza geografica all’interno della penisola. Alla domanda “Where are you from?” (“da dove vieni?”) che cosa rispondete? A scuola vi avranno insegnato “I’m from Italy”, risposta grammaticalmente corretta, ed un buon esercizio per insegnare i nomi delle nazioni, attingendo agli stereotipi nazionali  “Hans is from Germany, Corinne is from France” etc.

Ma rompiamo gli schemi – le risposte possibili ad una domanda così banale sono tante. A tale domanda a me viene spesso di rispondere “I’m British”, quindi provate anche voi con “I’m Italian”, o ancora meglio “I’m from the South of Italy”, “I’m from Lombardy, in the North of Italy”, “I’m from Florence”, “I’m from a small town near the border with Austria”,  “I come from just outside Rome”, “I’m from Calabria, on the toe of Italy”. Le possibilità sono tante.

Per gli isolani dite pure “I’m from Sicily”/ “I’m from Sardinia”, ottima partenza per una brillante conversazione, ma magari specificando “It’s an Italian island”, non si sa mai che vi sbagliano l’etnia.

 

cartoon: Simon Kneebone

 

Testo integrale dalla pagina facebook dell'Ambasciata d'Italia a Londra:

L’Ambasciata d’Italia nel Regno Unito è oggi intervenuta per richiedere la modifica di talune categorizzazioni regionali riferite all’Italia comparse sui moduli online per l’iscrizione scolastica in alcune circoscrizioni in Inghilterra e nel Galles. I codici presentati per la selezione dell’appartenenza etnica, utilizzati sui siti di alcune circoscrizioni scolastiche, indicavano infatti una scelta fra “italiano”, “italiano – napoletano” e “italiano-siciliano”. L’Ambasciata ha protestato con le Autorità britanniche, richiedendo la rimozione immediata di tali categorizzazioni.

Nella Nota verbale si ricorda che l’Italia è dal 17 marzo 1861 un Paese unificato.

 

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento