20 lug, 2011
Trasformare una passione nel lavoro della propria vita: Alessandro Giuliani, storia di un imprenditore
Scritto da: manuela In: Rubrica" Arti & Mestieri, dal passato al futuro"|Strumenti e strategie per il lavoro e l'autopromozione
<< Scrivere non mi ha salvato la vita [...] ma ha continuato a fare quello che aveva sempre fatto: rendere la mia esistenza un luogo più luminoso e più piacevole>>. (Stephen King)
Mi è capitato di incontrare ragazzi in gamba con il desiderio di iniziare un avventura imprenditoriale, di mettersi in proprio, a piccoli passi, con il fermo scopo di dare concretezza ai loro sogni. Ma le domande che affollano la mente sono tante, e spesso i dubbi e le difficoltà bloccano la realizzazione di obiettivi prefissati. Eppure la nuova generazione ha a disposizione internet, un ottimo strumento di condivisione, dove poter domandare, conoscere, stringere contatti importanti. Attraverso il nostro blog ho conosciuto un imprenditore che con fatica e sacrifici ha scalato la sua vetta e ora in questa rubrica svela i piccoli e decisi passi che lo hanno portato a capo di un’importante realtà lavorativa. Il suo nome è Alessandro Giuliani, figura chiave di Mercatopoli e Baby Bazar, i due network dell’usato diffusi in tutta Italia, direttore generale di Leotron, l’azienda nazionale di riferimento per l’apertura di un mercatino dell’usato che opera a livello nazionale ed europeo. Mi ha colpito la sua determinazione, la sua positività, e soprattutto la sua forza di condivisione. In una società in cui spesso, soprattutto gli “arrivati”, si tengono strette le loro informazioni, Giuliani crea uno spazio sul suo sito, dove tutti possono entrare, fatto di notizie utili per poter aprire una propria attività nel settore dell’usato, oggi concreta opportunità di business, fino a condividere, con i lettori di Propost@Lavoro, in poche ma importanti righe, la sua storia personale e lavorativa.
“Nella vita, riuscire a trasformare la propria passione in lavoro, è un successo inestimabile”!“Trovata chissà dove è una delle frasi che più mi piace: penso che i giovani d’oggi non debbano vedere un lavoro come un mezzo per una fonte di reddito ma cercare, tenacemente, di trovare una via in questo senso. Già perché io, all’epoca ventitreenne, neodiplomato perito commerciale, un anno e mezzo di esperienza come programmatore e appena congedato da Alpino (Nucleo Elaborazione Dati), decisi di mettermi in proprio. Senza risorse, senza alcuna esperienza imprenditoriale, tanta voglia di fare, tanta passione. Decisi di aprire una software house; nel 1988 i più non sapevano neppure cosa fosse, tanto meno mio padre che, oggi, ancora mi chiede perché declinai l’offerta di un lavoro parastatale. Ho pagato uno prezzo molto alto per la mia inesperienza imprenditoriale: per ben due volte sul punto di gettare la spugna, ho tenuto duro e ho trovato la mia strada.
Oggi aiuto gli altri a diventare imprenditori; la mia azienda fornisce il necessario supporto marketing e formativo, per aprire dei punti vendita, in un mercato nuovo. Puntiamo molto sul software: è sempre stato il mio lavoro e questo permette alla mia azienda di essere due passi davanti alla concorrenza. Siamo degli innovatori insomma, con tutti i pregi e i difetti di un’attività che non è ancora completamente metabolizzata nella mentalità delle persone. Negli ultimi 7 anni abbiamo aperto, in franchising, più di 130 negozi: 104 Mercatopoli e 29 Baby Bazar.
Credo nella condivisione delle conoscenze, nel mio sito (www.alessandrogiuliani.it) ho messo a disposizione una guida gratuita che vi accompagna, passo dopo passo, nell’apertura di un mercatino dell’usato e una proposta di franchising se si preferisce una partnership con la mia azienda.
Ogni giorno vedo persone, spesso è gente giovane. Cercano la propria strada come imprenditori e alcuni sono alimentati da vera passione, sono quelli che preferisco. Chi ci crede lotta caparbio: con le banche che non danno scampo se non c’è papi benestante che garantisce con la sua firma, con i proprietari dei locali che preferiscono lasciar chiuso un negozio piuttosto che affittare a prezzo ragionevole, con la burocrazia che chissà per quale motivo ti dice sempre che non si può fare.
Alla fine però è sempre la solita storia: Chi vuol fare trova il sistema, chi non vuol fare trova le scuse!”.
Ho letto più volte questa storia di vita, soffermandomi spesso sull’ ultima frase “Chi vuol fare trova il sistema, chi non vuol fare trova le scuse!”. Spinta anche dalla mia esperienza personale, con il forte desiderio di essere portavoce di tantissimi ragazzi e, forse, con un atteggiamento poco giornalistico, ho confidato il mio dissenso a Alessandro Giuliani. Ho ribadito la mia convinzione sull’ esistenza di giovani capaci, determinati ma anche delusi, disorientati, e spesso costretti ad adattarsi a un lavoretto ed accantonare la scalata verso il lavoro della propria vita, solo per pura sopravvivenza, per non continuare ad essere etichettati come “bamboccioni”; Giuliani con la sua solita disponibilità ed esperienza nel mondo imprenditoriale, mi ha risposto aggiungendo al suo racconto interessanti punti di vista.
“All’ultima selezione del personale, per la ricerca di un addetto all’ufficio stampa, ho ricevuto, per e-mail, circa un centinaio di curricula di giovani. Ne ho chiamati solo 6 ad un colloquio.
Ho scartato:
- quelli che mi chiedevano quanto era il compenso;
– quelli che volevano sapere qual era l’inquadramento;
– quelli che mi hanno inviato un curriculum senza presentarsi e senza salutare.
Penso che un giovane, un opportunità, più che attenderla, dovrebbe crearsela. Se fai un cut & paste del curriculum e standardizzi vuol dire che un lavoro vale l’altro e, nel mio caso, non è la persona che cerco. Se chiedi quanto sia il compenso o quale sia l’inquadramento, senza nemmeno vedere in faccia chi ti sta offrendo un’opportunità, vuol dire che inquadramento e stipendio le metti prima di conoscere il tipo di lavoro. Probabilmente aziende come la nostra, che ricercano soprattutto degli appassionati, ce ne sono poche, ma l’importante è che ce ne siano. La bravura è nell’individuarle.
Se sei disposto a metterti in gioco, già dall’inizio, hai qualche possibilità in più. Ma è un dovere, a mio parere, rivolgerti verso quello che ti piace.Ho trovato il mio primo impiego entrando in un’azienda informatica, riferendo loro che stavo cercando un lavoro, ma non volevo essere pagato, mi interessava solo imparare perché ero un appassionato.
Venivo pagato 10.000 lire all’ora solo per i lavori che mi chiedevano, il resto del tempo smanettavo ed imparavo. Dopo 6 mesi mi hanno messo in regola. In quell’azienda sono rimasto solo un anno e mezzo perché poi mi sono messo in proprio. Ho saputo cogliere un opportunità e ho avuto un pizzico di fortuna, serve anche quella.
A mio parere, oggi, un giovane ha una grande potenzialità che prima non aveva: internet e i social. Questo gli permette di puntare un azienda che gli piace e cominciare ad aprire un dialogo, proponendosi con dei fatti, non con delle parole. Nel mio caso un giovane che contattasse la mia azienda e mi “regalasse” dei contenuti tematici per i nostri siti, avrebbe la possibilità di iniziare una collaborazione che forse potrebbe sfociare in un’assunzione. La paura di molte aziende è quella di assumere giovani che mettono il lavoro al terzo o al quarto posto nella scala di importanza; io cerco chi lo mette al primo e, spesso, trovo la persona adatta”.
Vi abbiamo presentato la storia di un imprenditore che conosce le difficoltà odierne ma crede anche nei molteplici mezzi che abbiamo a disposizione per contrastare il disorientamento lavorativo. Crede nella forza, nella caparbietà e nella determinazione, perché sono i principi che lo hanno accompagnato nel suo percorso, sicuramente in un momento storico diverso, dove un giovane brillante e volenteroso veniva maggiormente premiato ma dobbiamo continuare a costruirci le nostre piccole opportunità, per noi stessi!
Giuliani è un imprenditore appassionato, che punta su una risorsa importante, spesso lasciata nel dimenticatoio, le persone; punta su di essa, quando sceglie i suoi collaboratori, quando stringe contatti, quando risponde ai mille dubbi di coloro che stanno movendo i primi passi nel mondo del lavoro, perché un importante meta non può essere raggiunta se non si tiene presente il valore degli incontri lungo il cammino.
Manuela Piccioni











