Quanti di voi hanno letto tutte le istruzioni dell’esercizio della scorsa settimana, prima di cominciare? Avere una limitazione al tempo e l’esigenza di fare bene e subito possono spesso indurre a commettere errori grossolani.
L’ultima istruzione, infatti, indica chiaramente che l’unica cosa da fare è completare soltanto l’istruzione n. 2.
La prima regola per chi cerca di entrare nel mondo del lavoro è di non farsi sopraffare dall’ansia e non scoraggiarsi. Un atteggiamento scoraggiato o ansioso produce, infatti, un’immagine negativa di sé, rendendo più difficoltoso trovare lavoro.
E’ importante partire con ottimismo e accuratezza, perché prima di potere rispondere bene a un selezionatore, devi essere certo di sapere rispondere bene a te stesso.
La ricerca di un lavoro non si può improvvisare, va impostata in modo consapevole, sistematico e strategico.
Le tre domande fondamentali che devi porti sono “da dove parto?”, “perché parto?”, “dove voglio arrivare?” .
E’ importante valutare le proprie competenze e le proprie potenzialità, ovvero devi avere ben chiara qual è la tua identità professionale, individuare con chiarezza i tuoi punti di forza e di debolezza, le tue aspirazioni e determinare in modo realistico i tuoi obiettivi.
Un aiuto importante a questo proposito può essere la stesura di un bilancio di competenze. E’ un servizio di consulenza psicologica offerta da psicologi del lavoro, anche negli sportelli di orientamento. Lo scopo è di ordinare in una scala di priorità e aspettative, gli ambiti in cui eccelli e quelli che puoi potenziare.
Perché iniziare mandando CV a pioggia può portare nel giro di poco tempo a una situazione più frustrante di quella precedente.
Nei prossimi articoli analizzeremo anche gli altri punti; “perché parto?”, ovvero quali sono le mie motivazioni? E “dove voglio arrivare?” E sarà proposto un esempio di come si può organizzare un bilancio di competenze.








