IL COACHING CREATIVO

“C’è qualcosa che sapete, ma che non sapete di sapere. Quando scoprite ciò che sapevate sapete di poter incominciare”.

Milton H. Erickson

 

In questo momento storico di cambiamenti e crisi economica e sociale, la creatività è uno degli strumenti più importanti per reinventarsi, per innovare il proprio mondo. Innovazione, soluzioni trasformative sono le parole chiave che finalizzano il lavoro di coaching, orientatori, consulenti psicologi, che le adottano per progettare e definire gli obiettivi personali e professionali dei loro clienti.

Come applicare la creatività alla creazione di uno spazio di lavoro in modo attivo, autonomo e propositivo?

Il coaching, l’orientamento sono considerati i più efficaci metodi di intervento per il cambiamento e per la crescita delle persone. Mirano essenzialmente al raggiungimento degli obiettivi, all’elevazione degli standard di performance e ad una formazione che renda la persona autonoma di procedere con gli strumenti ed i metodi acquisiti nel corso della consulenza, del training.

Il metodo di definizione degli obiettivi prevede la ricerca e l’organizzazione delle risorse utili e necessarie; Le competenze ma soprattutto le potenzialità inespresse, ovvero tutte le attitudini, passioni, abilità che non hanno avuto modo di esprimersi concretamente, e che possono essere valorizzate e utilizzate nell’elaborazione di idee, di alternative e di soluzioni opportune, la produzione e la sperimentazione di un piano di azione e il monitoraggio della sua efficacia e realizzabilità. Allo scopo di generare motivazioni in modo efficace e l’obiettivo di superare la confusione a orientarsi e a progettarsi.

La crescita, il cambiamento, la trasformazione avvengono attraverso il trasferimento delle risorse interne, verso quegli aspetti della vita dell’individuo e/o del gruppo che ancora non hanno raggiunto livelli soddisfacenti.

Il cosiddetto obiettivo ben-formato che Peter Drucker definisce con l’acronimo SMART (Drucker P.F., The Practice of Management, Harper & Row, New York, 1954) deve essere dunque Specifico; se si vuole sapere realmente dove si vuole arrivare, dettagliato e definito nei particolari, tuttavia la specificità non è sufficiente se l’obiettivo non è Misurabile; anche i cambiamenti comportamentali possono essere misurati attraverso la comparsa di un azione o di un atteggiamento che prima non c’era, di una nuova abitudine, di un modo di comunicare, o di reagire di fronte a specifiche situazioni. L’obiettivo deve essere Arrivabile o raggiunto per mezzo di specifiche Azioni. Questo può essere vero soltanto grazie ad una certa dose di Realismo. La Realizzabilità dell’obiettivo, dunque, è ottenuta grazie ad un’attenta analisi della realtà entro cui deve essere formulato, rispetto ai vincoli, all’ambiente, alle risorse e alle competenze di cui si dispone e al Tempo richiesto.

Al fine di evitare quelle trappole mentali che non ci consentiranno di effettuare scelte adeguate relativamente alle mete da realizzare, alle strategie e alle operazioni da effettuare, è necessario rendere l’obiettivo misurabile e rilevante, per avere chiara la differenza tra lo stato di partenza e lo stato desiderato. Per colmare il divario esistente tra lo stato attuale e quello desiderato, quando ci si è posti una meta irrealistica, a volte si finisce per “abbassare l’asticella”, avvicinando lo stato desiderato a quello attuale favorendo in tal senso l’immobilismo, in più si corre il rischio di trasformarla in una norma che regolerà verso il basso i risultati successivi. Gli autori, in questo caso, parlano di erosione degli obiettivi: una condizione tende ad abbassare le aspettative di successo, piuttosto che aumentare l’impegno per arrivare allo stato desiderato.

 

Fonte: "Il Coaching Creativo" Tecniche per la crescita, l'innovazione, il cambiamento personale ed aziendale . Maria Rita Parsi, Massimo Del Monte, Simone Piperno.

Miriam Vetrano

Maria Rita Parsi – Massimo Del Monte – Simone Piperno

 

 

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