27 gen, 2012
Il lavoro non sia privilegio
Scritto da: Danilo Sanna In: Benessere e lavoro|Strumenti e strategie per il lavoro e l'autopromozione
Diceva così, pochi giorni fa, il Presidente della Repubblica Napolitano, mettendo poi l’accento sull’importanza della ricerca e dell’innovazione. Belle parole, quelle pronunciate dal Presidente, ma che non hanno un gran seguito nel nostro Paese. Quanta innovazione c’è davvero in Italia?
Riporto un fatto realmente accaduto: un ragazzo del Sud, trentenne, laureato e con buona esperienza lavorativa si ritrova disoccupato. Continuare a vivere a Milano, dove si era trasferito in cerca di un’occupazione, è impossibile: già con uno stipendio (quello canonico della generazione mille euro) stare in una città così costosa è un’impresa, figuriamoci senza. Il nostro ragazzo deve, per forza di cose, tornare al Sud, a casa dei suoi genitori, ma la sua ricerca di un nuovo lavoro è ininterrotta: ogni giorno è sul web, a spulciare siti di cercalavoro e di agenzie.
Arriva una chiamata da un’agenzia, proprio di Milano: gli propongono un colloquio. Ed ecco il problema: il ragazzo si trova a chilometri di distanza, come minimo deve prendere l’aereo/treno, perdere tempo e denaro (tanto, visti i prezzi attuali dei biglietti) per avere anche solo una possibilità , ma considera la spesa un possibile investimento per avere il lavoro e da la sua piena disponibilità . Invece, l’agenzia gli risponde: “Noi avremmo una certa urgenza, comunque la contatteremo la prossima settimana per fissare un colloquio“. Ovviamente, l’agenzia non si fa più risentire. Che innovazione c’è in questo esempio? Quanti giovani (tanti, visto che si stimano circa 700.000 emigranti Sud-Nord nell’ultimo decennio, la maggioranza in età lavorativa) perdono occasioni del genere? Non solo del Sud, ma anche altri che, non trovandosi in situazioni di tempo e di luogo ottimali, vengono scartati dalle selezioni. E le agenzie, rinunciando a loro, magari rinunciano anche al candidato migliore.
La soluzione? Niente di straordinario: un colloquio via web. Oggi esistono tanti siti e/o programmi che offrono la possibilità di comunicare via internet (Skype, Msn e simili), perché, quindi, non utilizzarli anche per cose simili? Addirittura, l’agenzia potrebbe registrare il colloquio e trasmetterlo all’azienda che le ha commissionato la ricerca di personale, per permetterle di farsi un’idea del candidato (la questione della privacy non si porrebbe neanche, visto che, quando ci iscriviamo online sul sito di un’agenzia, diamo già l’autorizzazione al trattamento dei nostri dati personali). Oltretutto, tramite pc, sarebbe possibile sottoporre dei quiz o dei test al candidato per saggiare le sue conoscenze e le sue competenze. Quest’idea non sarebbe la panacea di tutti i mali, ma almeno la possibilità che storie simili non si ripetano.
Danilo









